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Siamo una primavera in anticipo, ecco cosa siamo

La Privavera degli Infermieri. Una nuova alba

Noi siamo pronti, forse lo eravamo sempre stati, ma ci mancava la forza necessaria per splendere, crescere, per rifiorire insieme alle nostre idee. Ci siamo fatti forza pian piano, aiutandoci a vicenda, consolandoci, con lo sguardo di chi sa e sente che un sogno sta prendendo forma nella realtà, che un futuro lontano invece risiede ad un passo da noi. Noi che di passi ne stiamo facendo tanti, 30000, 50000, 80000, tutti nella stessa direzione, tutti decisi a farsi avanti, mai indietro, tutti pronti ad abbracciare il futuro che ci spetta.

Quando leggo i post di una pagina Facebook, che si è fatta grande e forte abbastanza da diventare un movimento nazionale, mi invade un’ondata di orgoglio, come una scossa. L’adrenalina sale, l’entusiasmo sale, la voglia di fare, di essere presente, di accompagnare la nostra professione verso il futuro che le spetta. Siamo infermieri, uniti per la prima volta come non lo siamo mai stati, siamo come direbbe qualcuno “solo” degli infermieri, che si sono stancati di sentirsi soli, inappagati, incompresi, devalorizzati, e che abbiamo deciso di mostrarci, di uscire allo scoperto nome dopo nome per dimostrare chi e cosa siamo davvero, per far vedere a tutti quello che facciamo, per mostrare a tutti quanta passione e amore mettiamo nel nostro lavoro. E no, non è un lavoro come tanti, è un lavoro di cuore, è un lavoro di esperienza, è un lavoro che affatica, è un lavoro che prende tanto e dà tanto, perché è un lavoro di persone.

Quando leggo tutto questo, vivendo a migliaia di chilometri dalla mia terra, perché si come tanti ho scelto di lavorare all’Estero, perché come tanti mi sono sentita inappagata, incompresa, non valorizzata dalla mia Patria, beh quando leggo tutto questo non posso che riempirmi di speranza, non posso che rendermi partecipe di questo movimento che lotta per il futuro, il mio, il tuo, il nostro, quello di tutti i professionisti che hanno deciso di essere pronti.

Il bello deve ancora venire…

Donatella Sabia

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