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21 maggio 2018

Ho cercato di diventare Grande, ma non so se ci sono mai riuscita


Polignano a Mare

La vita è strana, ti toglie e ti da, ma non sempre lo percepisci se non sei in ascolto.

Da piccola ho fatto amicizia con la depressione, la fragilità di una malattia che divora corpo e anima. Era di casa, a casa mia.

Io non sapevo che nome avesse ma la riconoscevo nel volto della mia mamma.

Eravamo sole al mondo, o perlomeno, cosi percepivo il mondo a 6 anni.

Un padre assente, e tutto il peso del mondo sulle mie piccole spalle.

Forse fu allora, chissà,  che decisi di voler fare un lavoro che mi permettesse di aiutare gli altri.

In fondo ci riuscivo naturalmente e di sicuro con gli studi più appropriati sarei stata ancora più brava, ne ero proprio certa.

Soprattutto avrei potuto aiutare la persona per me più cara al mondo.

Ovviamente, questi sono progetti, sogni e bisogni di una piccola bambina che cercava di sopravvivere in un mondo già troppo difficile per lei da capire.

Gli anno passarono lenti, troppo lenti, gli anni mi stavano addosso come un vestito preso in prestito.TSO, manicomi, litigi, scene di ordinaria follia erano per me pane quotidiano.

Ma tenevo duro, avevo il mio sogno da raggiungere, il mio ideale e scopo di vita.

E sono arrivata al nord, ho iniziato a studiare e lavorare nello stesso tempo per pagarmi gli studi e un affitto.

Mi dicevo, guarda stai per fare quello per cui una sera, hai deciso che avresti fatto: l’infermiera, quella figura che sta accanto al malato, che con dedizione e passione si fa carico di aspetti che mai nessun altro guarderà.

All’università mi hanno insegnato che dobbiamo sviluppare il “terzo occhio” ma io lo avevo già ma inconsapevole di…

Terminati gli studi avevo solo una cosa in mente: capire, fare ricerca, studiare per riuscire a fare quel qualcosa in più.

Come ho detto prima, la vita fa quello che deve fare e non aspetta i tuoi comodi o i tuoi rimandi.

Dopo soli 5 anni dalla fine dei miei studi ecco che un tumore, di quello che non perdona, in 15 giorni si è portato via la mia stella.

Mi sono sentita tradita, da tutto e tutti, persino da Lei.

E sapete cosa è successo? E’ successo che da quel giorno che lei è volata via, nel mio cammino professionale, mai un giorno ho rimpianto la mia scelta.

Anche se nessuno in famiglia avrebbe voluto che diventassi infermiera, io da testona quale sono ho seguito il mio istinto e il mio talento.

E’ stata dura arrivare fin qui, ma i bisogni fanno nascere potenzialità inimmaginabili, situazioni in cui fai uscire tutta la tua grinta e determinazione per potercela fare.

Farcela in tutto, nel lavoro, negli affetti, nei desideri non ancora realizzati.

Poi mi sono messa in ascolto ed ho sentito un vento soffiare, un vento forte.

E’ un vento di cambiamento e rinnovamento e si chiama #Noisiamopronti.

Ho deciso che ne avrei fatto parte, perchè mai come oggi mi sento pronta a fare in modo che altri colleghi, studenti non perdano la scintilla verso una delle professioni più belle al mondo.

#Noisiamopronti ci porterà lontano, e quando lo faremo lassù molte stelle brilleranno per noi.

Anonima

 

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