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L’ignoranza dell’uomo medio

Siamo stanchi di ascoltare in silenzio chi quotidianamente denigra, sbeffeggia la nostra professione.

Veniamo sbattuti in prima pagina ogni qualvolta c’è anche solo un sospetto, una mancanza, mai nessuno però parla delle migliaia di professionisti che silenziosamente assistono i nostri, i vostri, i suoi cari. Nessuno parla di quanto bene facciamo, dell’apporto che portiamo all’interno delle realtà lavorative in cui viviamo la maggior parte del nostro tempo.

Nessuno menziona mai delle poche gratificazioni che invece abbiamo, di uno stipendio che fa rabbrividire rispetto ai rischi e le responsabilità che ci assumiamo, di questo magari dato che è un onorevole sarebbe giusto e sacrosanto che lei ci rappresentasse e magari si interessasse più a noi.

Ognuno dei miei colleghi, me compresa, ci mette la faccia ogni giorno a provare di sovvertire quell’immagine stereotipata che il cittadino medio ha verso il nostro lavoro.

Si accede al percorso di Laurea Infermieristica come tutti quei giovani ragazzi che hanno finito gli studi quinquennali della scuola secondaria,

Dopo la laurea, si fanno corsi di studio avanzati, si accede alla laurea magistrale, si intraprendono master di primo e secondo livello, si fa ricerca, si entra nelle università persino ad insegnare, sa Caro Vittorio Umberto Antonio Maria (Sì, si chiama cosi)…

E non si finisce mai di studiare, si fanno corsi di aggiornamento ogni anno e sei obbligato a farli giustamente.

Noi siamo stanchi di rimanere a guardare chi in un nanosecondo smantella anni di sacrifici, di vite spese all’insegna del prossimo.

Siamo pronti a pretendere che Lei e quelli come lei si aggiornino sui nostri percorsi di studi, che non sono fatti di aria fritta e stregonerie, ma di scienza, di grande impegno e passione.

Siamo anche pronti ad assumerci le nostre responsabilità laddove fossimo chiamati in causa.

Perchè adesso, quel adesso per lei sono quasi 20 anni fa, l’infermiere risponde davanti alla legge proprio perchè non è una professione ausiliaria, ma è un professionista che risponde del proprio operato seguendo un codice deontologico proprio.

Sgarbi, i 500.000 infermieri d’Italia aspettano le sue scuse, perchè sono doverose.

Quando guardo un quadro penso sempre chissà Sgarbi che ci vedrebbe qui…

Adesso invece sono io a chiedermi cosa vedevo in lei prima…

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