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21 maggio 2018

“Sono figlia di Leggi dalle grandi promesse mai mantenute, dei contentini contrattuali”


Non è mai stato messo in discussione il diritto allo sciopero. Ogni infermiere appartenente a questo gruppo ha la piena facoltà e il pieno diritto di scioperare se lo ritiene giusto. È stato più volte ribadito.
Nelle teorie freudiane la crescita dei figli è basata sul distacco dal padre attraverso il riconoscimento dei suoi limiti.
Io sono figlia di un sistema sanitario claudicante, fatto a pezzi, sgretolato… Un sistema che non riconosce il valore dei suoi professionisti, che li sfrutta, li costringe ad emigrare e a volte li umilia. Sono figlia di leggi dalle grandi promesse mai mantenute, dei contentini contrattuali, dell’apparenza che vale più della sostanza.
Come figlia, da tutto questo prendo le distanze.
Non scendo in piazza perché io, con la mia testa (non il Movimento), ho pensato che scioperare il 23 sarebbe come legittimare i comportamenti dei sindacati negli ultimi 10 anni.
Sarebbe come mettere una pietra sopra ai turni da 12 ore, ai contratti con le cooperative che pagano un laureato 8 euro l’ora. Sarebbe come approvare che avere o meno un master, una specializzazione o anni di esperienza non importa: tu sei dell’azienda, vai dove ti dicono.
No, io non legittimo tutto questo, io prendo le distanze.
Ho trovato una strada diversa, provo con #noisiamopronti

Olimpia Nurse Nativi

Source Fb/#Noisiamopronti

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