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Dalla rete: Rosy tra due giorni devi partire, destinazione Libia!

Era un giorno di lavoro e di rabbia, come tanti ormai.

Il pagamento delle mie prestazioni aggiuntive era stato negato…avevo saltato il riposo settimanale…con le nuove regole e’ vietato!
Mentre discuto e mi sfogo nell’ufficio amministrativo del mio presidio, arriva la chiamata.

Rosy tra due giorni devi partire, destinazione Libia.

Oltre ad essere una semplice infermiere, da 19 anni sono Infermiera Volontaria di Croce Rossa.
Lo Stato chiama, il Capo di Stato Maggiore invia il precetto.
Esco dall’ospedale sollevata, ho bisogno di respirare, ho bisogno di uscire dallo sconforto e dalla frustrazione.
E’ mio dovere, devo andare.

Due giorni dopo sono in viaggio con indosso la mia divisa, inizia una nuova avventura.
La vita in missione non è facile, il pericolo è sempre dietro l’angolo e la lontananza da casa si fa sentire.
Durante uno dei momenti di riposo, entro su FB sul gruppo #noisiamopronti di cui da tempo faccio parte. Iniziano a scorrere le foto dei colleghi da tutte le parti d’Italia, tanti sorrisi, che meraviglia  e che emozione!

Scendo giù in degenza, fotografo il piccolo e misero alberello di Natale portato dall’Italia e lo posto sul gruppo. Invio i miei auguri e quelli dei colleghi infermieri delle Forze Armate Italiane che con me condividono la missione. Vengo sommersa dalle risposte e dalle parole dei tanti colleghi che esprimono la loro vicinanza. Nonostante la distanza, non siamo soli  per la prima volta nella mia carriera mi sento parte di un gruppo, di una famiglia. Finalmente ci siamo  ma allora esistiamo? Mi scendono le lacrime e corro a condividere l’emozione con i colleghi 😍riesco a scrivere una parola…grazie….#noisiamopronti esiste anche fuori dei contesti “normali” , vive, è’ una speranza, una realtà. Noi non siamo più soli
È’ stato un Natale diverso, lontano da tutto e da tutti… ma il gruppo mi ha tenuto compagnia, ha sollevato il morale nei momenti no.

Ed il mio pensiero va’ ai nostri colleghi infermieri delle Forze Armate Italiane, quasi invisibili, nessuno parla di loro. Non sono tantissimi ma sono unici. Scelgono di rischiare la vita tutta la loro carriera in giro tra guerre, calamita e quant’altro.

Spesso lontani dalle famiglie e dagli affetti più cari, dai figli. Professionisti seri, preparati e professionali, grandi professionisti.
Per me è un’onore lavorare con loro. Io alla terza missione, loro all’ennesima  onere a tutti loro e forza Italia perché noi, siamo portatori di pace, sempre 

#noisiamopronti è’ anche questo…

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