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21 maggio 2018

Competenze specialistiche: ecco cosa chiede il Movimento #noisiamopronti


 

Con una raccolta firme, il 7 Gennaio scorso, il direttivo dell’associazione #noisiamopronti ha inviato all’Aran e a tutte le organizzazioni sindacali sedute al tavolo della contrattazione richieste specifiche: riconoscimento economico e contrattuale delle competenze specialistiche degli infermieri, valorizzazione della formazione in orario di lavoro e superamento del vincolo di esclusività.

La raccolta firme di #noisiamopronti per il rinnovo del contratto

Oltre 500 il numero – in costante aumento – degli ambasciatori in tutta Italia, arruolati su base spontanea e volontaria, che hanno raccolto firme reali di adesione e sostegno alle richieste avanzate #noisiamopronti all’Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. (VEDI)

Gli infermieri hanno la consapevolezza – si legge nella nota inviata ad Aran e alle sigle sindacali sedute al tavolo della contrattazione – di aver compiutamente sostenuto il Sistema nel suo complesso, di aver dato un alto supporto autonomo e collaborativo a tutte le professioni sanitarie, medici in primis, di aver agito con alta e pienamente responsabile autonomia professionale quando opportuno e necessario, di essere uno dei pilastri dell’intero sistema salute del Paese. Oggi chiediamo che di tutto questo vi sia evidenza nel predisponendo CCNL per il comparto sanità. Oggi chiediamo che vi sia riconoscimento formale, funzionale ed economico delle competenze esperte e specialistiche”.

In particolare viene chiesto:

  • riconoscimento economico e contrattuale delle competenze specialistiche degli infermieri;
  • valorizzazione della formazione in orario di lavoro;
  • discussione e ridefinizione della disciplina della “esclusività di rapporto” e del regime di libera professione.

Ma ciò che chiede il #noisiamopronti è diverso da ciò che rivendicano i sindacati nelle loro piattaforme ed è diverso da ciò che si sta discutendo in questi giorni nell’importante partita contrattuale sul tavolo dell’Aran. Nella piattaforma in discussione, infatti manca il riconoscimento della Laurea Magistrale clinica: questa condizione, se passasse descriverebbe il percorso di carriera nel modello cosiddetto “3+2” ovvero di un professionista con studio universitario quinquennale.

Questo modello non è appoggiato nemmeno dai sindacati cosiddetti di “categoria”. Nel loro modello è previsto solo il riconoscimento del Master come unica fonte di sviluppo.

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