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Il confronto sereno è sempre utile, ma ai sindacati è stato proposto di confrontarsi con noi.

Caro Pietro 

Vorrei scambiare due parole con te per chiarire meglio anche le nostre posizioni, che mi auguro si possano ricomporre, visto che l’anima è la stessa.

Qui nessuno pretende di avere la chiave risolutiva, ma si è cercato di individuare una strada che unisse proprio al di là delle appartenenze politiche o sindacali. Io non faccio parte di RSU, ma ho le mie personali idee come tutti qui dentro, politiche, sindacali, partitiche. Non mi faccio qui dentro portavoce di tali posizioni. Sono convinta che portare avanti una causa, dei valori, delle idee sia fare politica, nel senso più nobile del termine, ma tutto ciò nell’interesse della nostra battaglia può essere trasversale, come tante altre che nella storia e nella crescita culturale del nostro Paese sono state portate avanti.

Il punto è non farsi assorbire o caratterizzare solo da uno schieramento, ma mantenere una posizione di pressione trasversale su quelle forze che da tutti noi sono già state elette (democraticamente?) come rappresentanza negli organi di categoria, sindacali, parlamentari per sedere ai tavoli dove tutto ciò verrà discusso.

Ai sindacati è stato proposto di confrontarsi con noi.

Non tutti hanno accettato l’invito, e altri, leggendo come un pericolo le nostre richieste, ci hanno attaccato, cercando di tirarci per la giacchetta sulle loro piccole battaglie da cortile, cavalli di battaglia che finora nulla hanno ottenuto sui grandi e doverosi obiettivi a cui noi tendiamo a livello culturale e professionale. I punti sono altri, a mio avviso .

Uno vedo lo riconosci anche tu, è un grosso problema di rappresentanza. Spesso,come tu dici di ignoranza dei temi che dovrebbero discutere per noi a quei tavoli.
L’ ignavia e la morbidezza dei giacigli su cui in questi anni tutti noi abbiamo consentito che riposassero, è probabilmente il motivo di questi improvvisi risvegli, ma ormai a persone come me non va più mostrata ,come tu dici, la realtà dei fatti.

È ormai evidente. Ecco il perché della mia scelta di posizione a riguardo.

La demagogia, etimologicamente parlando, è di chi manipola e trascina le masse con false promesse allo scopo di ottenere o mantenere il proprio personale potere. Osserva le nostre posizioni, leggi bene la lettera allAran, rileggi le discussioni sotto ad alcuni post…

Onestamente, chi ti sembra stia facendo demagogia?
Non siamo qui per cavalcare onde, non stiamo facendo surf sulle aspettative più che decennali di una categoria stanca di chi lo ha fatto, facendo demagogia da troppi anni.

 

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