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25 maggio 2018

RIFLESSIONI SULL’ULTIMO VENTENNIO DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA.


Il patrimonio intellettuale e tecnico mediante il quale la professione infermieristica segna il proprio agire nel tempo, è soggetto a continue trasformazioni correlate ai livelli di interazione con il sistema sociale entro cui ciascun infermiere si confronta e si determina. Allo stato attuale, l’evoluzione dei linguaggi  disciplinari e delle tecnologie specialistiche, ci immette in spazi “solo intuiti”, che necessitano di una ridefinizione delle regole ed il superamento di non pochi pregiudizi, per giungere ad una visione della professione capace di orientare il patrimonio dell’esperienza individuale al superamento dei conflitti esistenti tra i valori in gioco nell’agire professionale.

Gli interventi di adeguamento di capacità e conoscenze, per la proposizione di modelli comportamentali e decisionali coerenti con le modifiche in atto, più che percorso fatto in solitudine è senza alcun dubbio processo di condivisione, ove l’associazionismo tra pari ne assume in toto il valore culturale. 1

 

Le norme di legge che in Italia contemplano l’esercizio delle professioni sanitarie in base ai profili professionali ministeriali, sono il D.LGS 502/1992, Legge 42/1999, Legge 251/2000; per quanto riguarda la formazione, la Legge 502 segna un passo avanti nel percorso formativo dell’infermiere, che potrà accedere ai corsi professionali solo dopo aver conseguito un diploma quinquennale; il DM n.241, suppl.ord. n.168 del 1996 approva la tabella   XVIII-ter recante gli ordinamenti didattici universitari dei Corsi di diploma universitario dell’area sanitaria; la Legge 42/1999 abroga il mansionario liberando l’infermiere da una gabbia e dandogli maggiore autonomia decisionale, l’infermiere diventa PROFESSIONISTA, e sempre nel 1999 viene pubblicato la seconda edizione del Codice Deontologico dell’Infermiere; la Legge 251/2000 porta due grandi novità: il ruolo dirigenziale e la possibilità degli infermieri in possesso dei titoli di studio rilasciati con i precedenti ordinamenti di accedere alla laurea di secondo livello in Scienze infermieristiche. Nel 2006 partono i primi dottorati in Scienze infermieristiche: è la tappa che completa il percorso accademico della professione infermieristica nel nostro Paese. Il conseguimento dell’importante obiettivo si deve alla sensibilità di alcune prestigiose Università, ma anche al sostegno della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi concretizzatosi, nella fase conclusiva, con il finanziamento di alcune borse di studio.

 

La domanda è, da qui a questa parte nulla è più evoluto?

 

Di fatto, l’obiettivo di ridefinire le competenze professionali dei sanitari è stato oggetto dei tavoli tecnici Governo – Regioni da oltre 7 anni ad intermittenza e apportando “bozze”. Un lavoro che inizia il 15 dicembre 2011, con la prima riunione del tavolo, e da cui sono scaturite diverse proposte di riassetto professionale (la prima sulle competenze infermieristiche risale al mese di aprile 2012).

Vi invito a leggere i seguenti articoli:

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=8397

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?approfondimento_id=5779

 

In dettaglio, secondo la LEGGE 23 dicembre 2014, n. 190  (legge di stabilità 2015) , comma numero 566 :

” 566. Ferme restando  le  competenze  dei  laureati  in  medicina  e chirurgia  in  materia  di  atti   complessi   e   specialistici   di prevenzione, diagnosi, cura e terapia, 

con  accordo  tra  Governo  e regioni, previa concertazione  con  le  rappresentanze  scientifiche, professionali e sindacali  dei  profili  sanitari  interessati, 

sono definiti  i ruoli, le competenze,  le  relazioni  professionali  e  le responsabilità individuali  e  di  equipe  su  compiti,  funzioni  e obiettivi delle professioni  sanitarie  infermieristiche,  ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione,  anche  attraverso percorsi formativi complementari.  Dall’attuazione del presente  comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza pubblica.”  2

CREARE I PERCORSI FORMATIVI COMPLEMENTARI:

l’evoluzione delle competenze avanzate e specialistiche infermieristiche è in attesa di essere definita..

 

Nello specifico iter nos, il DM n. 739 del 1994 è il regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’Infermiere, che prevede aree di formazione complementare e di esercizio professionale che, ad oggi, non sono ancora legittimate. Quali, quindi, le aree? Il profilo disegnato dal decreto è quello di un professionista intellettuale, competente, autonomo e responsabile, esso riconosce l’infermiere responsabile dell’assistenza generale infermieristica, precisa la natura dei suoi interventi, gli ambiti operativi, la metodologia del lavoro, le interrelazioni con gli altri operatori, gli ambiti professionali di approfondimento culturale e operativo, le cinque aree della formazione specialistica (SANITÀ PUBBLICA, AREA PEDIATRICA, SALUTE MENTALE/PSICHIATRIA, GERIATRIA, AREA CRITICA).

Affinché possa essere legittimato quanto è già definito nei profili professionali, c’è bisogno di modificare la formazione di base e specialistica dei professionisti sanitari.

Dal 2012 si inizia a ri-prendere in mano il discorso su come legittimare le specializzazioni infermieristiche, ed Annalisa Silvestro, ex presidente FNC IPASVI, propone nell’anno 2014 ai tavoli della conferenza Stato-regioni sei percorsi formativi complementari ossia SEI AREE PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE SPECIALISTICHE AVANZATE DEGLI INFERMIERI: MEDICA, CHIRURGICA, NEONATOLOGIA E PEDIATRICA, SALUTE MENTALE E DIPENDENZE, INTENSIVA E DELL’EMERGENZA-URGENZA, CURE PRIMARIE E SERVIZI TERRITORIALI/DISTRETTUALI.

Il percorso formativo continua a non essere al passo alle nuove tecnologie ed ai sempre più specifici e complessi bisogni di salute , i professionisti sanitari vedono negati da qui agli ultimi 10 anni la richiesta di EVOLUZIONE, costituita da tentativi di affiatamenti caratterizzati da alti e bassi, compresa l’ultima ipotesi di accordo sulle competenze infermieristiche che risale a dicembre 2014; oggi, 19 febbraio 2018.

Gli infermieri e tutte le altre professioni sanitarie, negli ambiti di specialità già delineate negli specifici profili professionali di riferimento, sono i garanti del processo assistenziale, ed è per questo che è necessaria e non più rinviabile l’evoluzione professionale verso le COMPETENZE AVANZATE E DI TIPO SPECIALISTICO.

 

Parallelamente e di pari passo, negli anni si sono evolute le associazioni infermieristiche, le prime presenti già a partire dagli anni 80, finalità di queste associazioni è quella di promuovere e favorire il continuo miglioramento culturale e professionale, innalzare il livello qualitativo dell’assistenza e dei servizi sanitari, come pure dello status degli infermieri, promuovendo norme legislative ed iniziative di ricerca.

Un esempio di sviluppo nato nel 2002, è il GRUPPO PERMANENTE DELLE ASSOCIAZIONI INFERMIERISTICHE NAZIONALI (GPAIN), tutt’ora attivo ed  in ottobre 2017 chiede un confronto al Ministro della Salute, alla Presidente della FNC IPASVI, ai Presidenti delle Associazioni Infermieristiche Nazionali e a quelle aderenti al GPAIN, in merito al decreto del Ministero sull’elenco delle associazioni tecnico – scientifiche delle professioni sanitarie (vedi Allegato: Comunicato GPAIN). 3

GPAIN raggruppa importanti associazioni infermieristiche (AICO, AIIAO, ANOTE, AISACE, AISLEC, ANIN, ANIPIO, CNAI, CNC, GITIC). 4

In generale le associazioni cercano di autofinanziarsi tramite la creazione di eventi formativi e congressi, la pubblicazione scientifica , nonché Linee guida, e costantemente provano ad usare un PROBLEM SOLVING scientifico, cioè usano un procedimento logico e sistematico di risoluzione del problema, che prevede:

1) riconoscimento del problema generale; 2) raccolta dei dati e di tutte le fonti; 3) formulazione di una ipotesi;

4) formulazione di un piano attuativo per verificare le ipotesi; 5) attuare il piano e verifica delle ipotesi;

6) interpretazione dei risultati; 7) risoluzione del problema o modificazione del piano.

 

 

QUALCOSA O MEGLIO QUALCUNO SI STA MUOVENDO: LA VOLONTà  CHE PARTE DAL BASSO

 

Dalla prima foto pubblicata dal Collegio IPASVI di Bologna della collega Elisabetta Zaniboni che ha proposto l’hashtag  #NOISIAMOPRONTI, in un mese ne sono state raccolte oltre 600. Al centro la questione dei protocolli infermieristici del 118. Negli stessi giorni, il movimento è confluito in un gruppo Facebook  che conta Oggi oltre 130.000 mila iscritti. Il movimento si è già incontrato a Bologna (22 novembre 2015), a Frosinone (7 dicembre 2016) ed il 23 giugno 2017 a Napoli durante il #noisiamoprontiDay3, è stato dato l’annuncio della nascita dell’Associazione #noisiamopronti: il movimento nato sui social, definisce una struttura ben precisa, con un imperativo: dare evidenza e sostegno ai tanti ruoli ed alle tante competenze sviluppate dagli infermieri nei vari contesti assistenziali. Dopo oltre 15 anni di crescita professionale, studi, master ed esperienze gli infermieri dichiaravano di essere pronti. Pronti per un’evoluzione professionale non più rinviabile. Pronti per lavorare in equipe. Pronti per cambiare il sistema. Pronti per rispondere ai bisogni del cittadino. Sono due oggi i nodi da sciogliere: il richiamo, forte, per certi versi doloroso, sul demansionamento infermieristico e il richiamo altrettanto forte ed energico sullo sviluppo delle competenze specialistiche. Il movimento noisiamopronti rappresenta questa seconda istanza. “Per noi non più rinviabile. Crediamo fermamente nell’evoluzione di una professione che ha la necessità di liberarsi da briglie anacronistiche”. E questa necessità è duplice. Per i professionisti e per i cittadini.

Oggi abbiamo la possibilità di valorizzare il sistema “salute” sfruttando le competenze che tanti infermieri hanno faticosamente maturato in questi anni.

E questo vale per tutte le Professioni sanitarie. Dopo la prima fase, incentrata sui problemi dei protocolli infermieristici del 118 in Emilia Romagna, il movimento ha allargato la visione, mettendo al centro il tema delle competenze. Se un infermiere del 118 non può fare certe manovre, allora tutti gli altri contesti sono messi in dubbio. 5

 

Il prossimo Noisiamopronti Day sarà l’11 marzo 2018 in tante piazze d’Italia, i programmi sono definiti tramite i social, partecipatevi numerosi, ormai siamo agli sgoccioli, udite  e rimanete aggiornati e soprattutto attivi sul territorio nel diffondere la danza di #noisiamopronti , arriveranno a breve le tanto attese.. competenze specialistiche.

 

Godino E., Torino, 19/02/2018

FONTI:

1  1° Convegno Nazionale, il GPAIN (Gruppo Permanente delle Associazioni Infermieristiche Nazionali), EXPO Point Milano 30/01/2010.

2   http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2014/12/29/300/so/99/sg/pdf

3   https://drive.google.com/file/d/0B8rMZoKy-A-AMERzVjVFOEJwalE/view Comunicato GPAIN dicembre 2017

4   http://www.cnai.info/images/stories/cnai/gpain/gpain1.pdf

    http://www.cnai.info/index.php/in-italia/gpain

    http://www.cnai.info/images/stories/cnai/gpain/editorialegpain.pdf

5  http://www.noisiamopronti.it/noisiamopronti-per-le-competenze-specialistiche/

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