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Teoria delle catastrofi e #noisiamopronti

René Thom negli anni 1958 ha proposto la teoria delle catastrofi partendo dalla teoria topologica dei sistemi René Thomdinamici di Henri Poincaré, applicandola ai modelli discontinui che si presentano nella realtà.

Thom ha osservato che in un sistema qualsiasi un elemento del sistema si comporta con una certa continuità, fino a quando cambia in modo brusco e radicale il suo comportamento o il suo stato. Questo avviene per un terremoto, per un vulcano, per la cascata di un fiume, per un crollo finanziario, fino ad arrivare ad un singolo oggetto come un tavolo, col suo piano continuo che termina con un “salto” dove finisce il tavolo.

La teoria si sviluppa in seguito fino ad integrarsi nelle teorie del caos e della complessità.
In ambito sociale e manageriale la teoria serve a modellare cambiamenti di sistema grandi e improvvisi come atti terroristici, crolli finanziari, tecnologie dirompenti, o su scala più limitata cambi di gestione, introduzione di nuove tecnologie, incidenti sul lavoro, trasferimenti, licenziamento.

Il concetto di catastrofe incorpora qualsiasi transizione discontinua che si verifica in un sistema in grado di assumere più di uno stato di stabilità o che può seguire più di un processo stabile di trasformazione.

Una volta avvenuta la catastrofe, il sistema si trova in un nuovo stato, su un altro piano, e non rimane più niente di ciò che vi era prima, in quanto anche le cose che restano intatte, dopo la catastrofe vengono viste con occhio diverso.

#noisiamopronti

Il “salto” catastrofico è un passaggio repentino da uno stato ad un altro, o da un processo ad un altro, con cui un sistema assume una nuova forma irreversibile. Il cambiamento avviene in un arco temporale molto più breve rispetto al tempo impiegato dalle trasformazioni minime degli stati più stabili. Il processo si capisce bene osservando un vulcano. In un periodo molto lungo sotto la superficie terrestre si accumula una massa di materia incandescente, il magma, e in superficie le colline, i boschi, i prati, restano sempre uguali. Poi improvvisamente succede qualcosa, la pressione del magma aumenta, la crosta terrestre si rompe, e il magma irrompe violento e improvviso attraverso la fenditura, esce in superficie e in poco tempo crea un nuovo monte trasformando tutto quello che c’era prima.

Ma ora viene il bello

L’evento catastrofico è disastroso per lo stato precedente del sistema, ma crea le condizioni per lo sviluppo di un nuovo stato in cui il sistema si riorganizza ed evolve, fino al prossimo evento catastrofico.

L’evoluzione globale di un sistema avviene quindi attraverso una successione di evoluzioni continue, separate da bruschi salti.

Forse è per questo che le regine del castello ed i loro paggetti ci combattono, tanto…

La catastrofe ora… #noisiamopronti

 

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