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Rinnovo Contratto. Intervista a Pietro Giurdanella

Intervista a Pietro Giurdanella, ideatore del movimento #Noisiamopronti.

Un primo commento “a tiepido” sull’intesa raggiunta per il rinnovo del CCNL comparto sanità.

“Il mio commento non può essere positivo; la componente economica è davvero irricevibile. Si tratta di aumenti retribuitivi che non soddisfano in nessuno modo l’attesa di oltre 9 anni. Si tratta, inoltre, di cifre appiattite verso il basso che non riconoscono il valore che la Professione Infermieristica e le Professioni Sanitarie hanno maturato in questi anni. Un valore frutto di competenze maturate sul campo e con studi universitari anche specialistici.

A tal proposito nonostante le tante prese di posizione, che definirei tardive, non posso che constatare che si tratta di cifre già esplicitate e contenute nell’Atto di indirizzo pubblicato a luglio 2017 e noto a tutti” (VEDI).

 

L’Atto di Indirizzo pubblicato a Luglio 2017

 

Uno stralcio dell’Atto di Indirizzo: ammontare delle risorse investite

 

Il Movimento, con la sua lettera del 5 gennaio scorso, sottoscritta da 65 mila persone (VEDI), ha chiesto il riconoscimento delle competenze specialistiche. Il Contratto ha soddisfatto questa richiesta?

“In parte, e non esaustivamente. Il contratto appena siglato, istituisce la figura del professionista esperto, con competenze frutto dell’esperienza e specialista, con master di primo livello.

Questo modello, sebbene proposto da tutti i sindacati nelle loro bozze contrattuali e che richiama, in modo decisamente annacquato, quanto elaborato dalla Federazione ex Ipasvi ora Fnopi, dà risposte molto parziali rispetto a quanto indicato nella lettera inviata all’Aran e sottoscritta da migliaia di Infermieri, Tsrm ed altri professionisti sanitari”.

 

 

Cosa chiedeva più precisamente il Movimento?

“Rispetto all’evoluzione professionale abbiamo chiesto il superamento dell’ipotesi iniziale (riconoscimento del solo master di primo livello) a favore dell’individuazione di tre livelli di competenze:

  • perfezionate, con riconoscimento dell’esperienza maturata;
  • esperte, con riconoscimento di alta formazione o master clinico mirato
  • specialistiche, con riconoscimento di master di 1 livello, inizialmente, per tendere poi, affermandolo esplicitamente, verso la Laurea Magistrale ad orientamento clinico”.

 

Come pensa che possa muoversi/agire il Movimento dopo la firma di questo contratto?

“In queste ore stiamo leggendo e studiando l’intero articolato contrattuale. Si tratta di tanti articoli contenuti in oltre cento pagine ricche di particolari che meritano riflessione e approfondimento. Tuttavia la nostra attenzione si è focalizzata su un articolo contenuto dentro la bozza di contratto approvata il 23 febbraio scorso. Si tratta dell’Articolo 12”.

 

Di cosa tratta l’articolo 12?

“Configura un’ipotesi progettuale che, se realizzata, può aprire alle richieste provenienti dal Movimento: l’articolo in oggetto infatti dispone la creazione, entro trenta giorni dalla firma definitiva del Contratto, di un’apposita Commissione paritetica – formata da rappresentanti designati dal Comitato di Settore, e dalle rappresentanze sindacali firmatarie del Contratto – che ha la funzione di “individuare linee di evoluzione e sviluppo dell’attuale classificazione del personale, verificando in particolare le possibilità di una diversa articolazione e semplificazione delle categorie, dei livelli economici e delle fasce (…) in relazione alle innovazioni legislative, ai contenuti del Patto per la Salute tra Stato e Regioni, ai cambiamenti dei processi lavorativi indotti dalla evoluzione scientifica e tecnologica (…) verificando i contenuti professionali in relazione a nuovi modelli organizzativi”.

La Commissione paritetica, recita l’articolo, deve concludere i lavori entro luglio 2018“.

 

Ci può spiegare con parole semplici cosa vuol dire?

A parere del Movimento vuol dire che si andrà a rivedere l’attuale sistema di classificazione dei professionisti sanitari. Oggi un infermiere, è inserito nel livello contrattuale “D” e in una fascia economica compresa da 0 a 6.

Il Sistema attuale descrive unicamente il passaggio da una fascia all’altra considerando esclusivamente per tale passaggio il fattore “tempo”. In tal modo viene livellata al basso l’esperienza maturata, gli studi effettuati e l’aggiornamento, il sapere e le competenze che ne derivano. Tutto è esclusivamente legato all’anzianità di servizio.

L’Aran, attraverso questo Articolo 12 attiva una Commissione paritetica che ha lo scopo di rivedere questo meccanismo di classificazione degli infermieri e degli altri professionisti sanitari, superandolo a favore di un nuovo sistema con “declaratorie – recita l’articolo – che individuino le specificità professionali e le competenze avanzate ai fini di una loro valorizzazione”.

La rivisitazione del sistema di classificazione potrà permettere una diversa distribuzione delle incentivazioni economiche (oggi distribuite maggiormente con un sistema “a pioggia” per tutti), movendo verso un sistema più rispondente alla crescita esperenziale e formativa.

Questo è quello che abbiamo chiesto come Movimento con lettera scritta. Su questo ci impegneremo perchè effettivamente sia”.

 

Pensa che la vostra petizione abbia prodotto un qualche risultato?

“Si, ne siamo convinti. Nessuno, fino al 5 gennaio, data dell’invio della nostra lettera all’Aran, aveva mosso alcuna critica all’impianto contrattuale presente sul tavolo. Il Movimento ha dato voce alle aspettative di crescita professionale di migliaia di professionisti in Italia e anche all’estero”.

 

Il Movimento, nella sua lettera all’Aran oltre alle competenze specialistiche ha chiesto di poter avere il riconoscimento della formazione in orario di lavoro e la rimozione del vincolo di esclusività. Quali risposte, all’interno del contratto?

“Come detto in precedenza stiamo approfondendo i tanti articoli del Contratto. Rispetto alle nostre richieste, possiamo dire che è stato previsto il riconoscimento dell’aggiornamento in orario di lavoro. Inoltre è previsto un maggiore finanziamento a tale scopo.

Non c’è nessun elemento di apertura rispetto alla rimozione del vincolo di esclusività. E questo crea un forte dispiace. Non abbiamo intenzione di mollare rispetto a tale richiesta nel prossimo futuro”.

 

Vuole parlare un po’ del clima di quella giornata del 23 febbraio: tavolo aperto ad oltranza da una parte, sciopero in corso nella piazza dall’altra. Abbastanza surreale come situazione…

“Non voglio commentare situazioni, decisioni e comportamenti di soggetti diversi dal Movimento”.

 

Il Movimento ha raccolto 65mila firme. Quale ragione ha mosso questa iniziativa?

“La frattura tra le esigenze interne della Professione e quelle del contesto esterno. C’è un profondo desiderio di vedere riconosciute le tante competenze maturate grazie all’esperienza e al tanto studio. Non si tratta di una rivendicazione fine a se stessa e rivolta solo ai professionisti. Il riconoscimento formale e quindi contrattuale di competenze ulteriori oltre a quelle proprie del profilo professionale, è necessario per sostenere e motivare i professionisti verso un miglioramento della qualità dell’assistenza, e per rendere l’assistenza stessa maggiormente appropriata, efficace e verificabile”.

 

Il convitato di pietra di questa contrattazione sono le competenze avanzate e specialistiche dei professionisti sanitari: ci sono ma non si vedono?

“La parte più evidente di un contratto è quella riferita agli aspetti economici. Ciò è innegabile. Ma è sbagliato trascurare gli aspetti normativi che sottintendono lo sviluppo professionale. Senza considerare che se vengono considerate tali competenze altre risorse possono essere indirizzate nella contrattazione integrativa. Oggi queste risorse vengono assegnate senza considerare i livelli di professionalizzazione”.

 

Che feedback ha ricevuto dall’Aran, al quale ha inviato le istanze e la raccolta firme?

“L’Aran ha risposto al Movimento facendo un’azione non prevista e inaspettata.

Ha mostrato apertura e, a nostro parere, quanto ipotizzato in chiave di miglioramento futuro attraverso l’attivazione della Commissione paritetica può essere letto in questo senso. Ma di questo aspettiamo conferme. Se la nostra chiave di lettura è corretta, faremo ogni azione utile per rilanciare e sostenere i lavori della Commissione al fine di soddisfare le istanze di migliaia di infermieri e altri professionisti sanitari”.

 

Quale futuro vedo per il Movimento di cui è fondatore?

“Il Movimento, nato due anni fa, è cresciuto esponenzialmente. Oggi, dopo la raccolta firme si sono costituiti in forma spontanea 20 coordinamenti regionali radicati nel territorio con più di 500 Ambasciatori e 250 sostenitori che tengono viva l’idea del #noisiamopronti. Tra gli ambasciatori tantissimi Infermieri ma anche Tecnici di Radiologia e Fisioterapisti.

Gli stessi Ambasciatori hanno scritto e votato un Codice Etico (VEDI), una struttura organizzativa interna ed il Documento con le linee programmatiche (VEDI). Tutti documenti disponibili sul sito del Movimento”.

 

Dopo gli incontri con le varie sigle sindacali e il contratto firmato, quali riflessioni in merito?

“Il Movimento fin dal primo giorno ha rivendicato equidistanza tra tutte le sigle sindacali. Abbiamo incontrato tutti i sindacati che hanno chiesto di incontrarci. All’appello, non per volontà nostra, sono mancati i confronti con la Fials e con il Nursind. Rispetto ai sindacati firmatari del contratto o meno, non entriamo in merito”.

 

Le critiche rivolte a lei e al Movimento riguardano un forte imprinting politico. Può chiarire la sua posizione?

“Non abbiamo alcun posizionamento politico né sindacale. Siamo autonomi e “terzi” e muoviamo di conseguenza. Il 3 febbraio scorso i rappresentanti degli oltre 500 ambasciatori si sono riuniti a Roma, a proprie spese, e in diretta streaming (VEDI) hanno votato all’unanimità la Carta dei Valori, la struttura organizzativa del movimento e le linee programmatiche. Questo dovrebbe bastare per capire che tali modalità non sono compatibili con un controllo “politico” di alcun genere”.

 

Mentre il Movimento #noisiamopronti era intento a raccogliere 65.000 firme per il riconoscimento delle competenze, alcune forze sindacali erano concentrate sul riconoscimento del tempo divisa. Cosa ne pensa?

“Pensiamo che gli infermieri italiani hanno offerto la straordinaria possibilità di capire cosa vogliono per il proprio futuro”.

 

Al  Movimento va riconosciuto il merito di avere svegliato le coscienze e le conoscenze degli Infermieri, dei Professionisti sanitari e dei sindacati. Quale il suo contributo?

“Tanti, tantissimi infermieri hanno dato una straordinaria prova corale di forza e di coraggio. A loro si sono uniti tantissimi Tsrm e fisioterapisti. Come non accadeva da tempo, con determinazione e tanto ottimismo hanno ritrovato se stessi riprendendo le redini del proprio futuro.

Per dimostrare questa forza e questo entusiasmo e soprattutto per coinvolgere i cittadini in questo ambizioso progetto invitiamo tutti al #Noisiamoprontiday4 in 15 regioni italiane. Con i cittadini, per i cittadini!”

Una grande occasione per conoscerci dal vivo!

 

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