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Pensate che carino se a leggere il discorso al Papa fosse stata una studentessa o uno studente

Fino a qualche giorno fa ci azzuffavamo su contratto e sindacati e non se ne usciva. Oggi parliamo di piazze, cittadini, studenti e futuro.

Per me e’ il segnale di crescita del Movimento che stavo aspettando e che gli fa guadagnare la “M” maiuscola. Questo nostro futuro sono loro, gli studenti, ma non sembra siano rispettati in questo senso.

Di fatto ammortizzano la carenza di personale e a fine corso sono a tutti gli effetti infermieri, anche se non ancora titolati nè stipendiati, permettono alle aziende un notevole risparmio che per ringraziarli non gli offre una assicurazione gratuita ma gliela fa pagare.

In alcune realta’ gli e’ stata tolta anche la mensa, essi permettono il proseguimento della routine dei servizi regalando a noi, di ruolo, la possibilita’ di rilassarci e prendere un caffe’.

Sono il futuro di questa professione ma ce ne dimentichiamo facilmente, indicandogli il rifacimento letti anche al 3 anno o svuotare una padella come necessario per fare gavetta.

Credo non dovremmo piu’ rovinare il loro tirocinio con questa storia. La gavetta e’ stata nobilmente usata da noi anziani ma non ha piu’ senso perche’ oggi ci sono gli oss che noi non avevamo.

Anche per loro ci dovrebbe essere il riscatto di un tirocinio fatto di acquisizione di competenze complesse che non deve essere distolto nel sostituire gli oss o noi stessi, se non abbiamo voglia di fare perche’ troppo stanchi. Se c’e’ carenza di personale non e’ colpa degli studenti e non dovrebbero fare da tappabuchi visto che poi non vengono neanche nominati dal Papa.

Di fatto e’ una categoria inesistente nonostante la sua presenza, non solo necessaria, ma in alcuni casi indispensabile. Se sono il nostro futuro dobbiamo gratificarli e metterli al 1° posto e non sfruttarli o snobbarli.

Non vorrei essere blasfemo ma forse neanche la Professione sa di dover curare di piu’ il futuro di questa professione tramite gli studenti. Pensate che carino se a leggere il discorso al Papa fosse stata una studentessa o uno studente. Visto il contesto si sarebbe potuto realizzare il senso della frase “gli ultimi saranno i primi”.

Ma forse non riusciamo ancora a comprendere il senso di civilta’ che c’e’ in questa affermazione.

Leonida Cupellari, Ambasciatore del Movimento #Noisiamopronti

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