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E se provassimo a salire sul “battello”?

“E SE….”
Abitua il tuo intelletto al dubbio e il tuo cuore alla tolleranza.
(Georg Christoph Lichtenberg)
E sé provassimo a fare chiarezza? E se provassimo a stimolare attivamente la mente di noi professionisti, in maniera produttiva?
La professione infermieristica, è riconosciuta come professione intellettuale (ART. 2229 DEL CODICE CIVILE), valenza riconosciuta agli atti, previa iscrizione obbligatoria all’ORDINE: tale premessa indica il riconoscimento dallo stato. Ma SE volessimo andare al di là del termine riconosciuto dal C.C., cosa ci resta? Un’attenta analisi su ciò che oggi è la nostra figura.
L’intelletto è ciò che ci permette di agire con responsabilità e consapevolezza, nell’essere i fautori dei processi assistenziali.
Tutto questo, va di pari passo con lo sviluppo e l’implementazione sempre maggiori di infermieri competenti e specializzati in differenti settori. Durante il processo assistenziale tanti sono gli aspetti che costantemente un infermiere valuta per raggiungere degli obiettivi riguardanti l’approccio olistico al paziente. Per non parlare dell’aspetto di un’assistenza infermieristica implementata sul territorio e che segua il suddetto paziente in un follow-up successivo alla dimissione. L’applicazione stessa di un’assistenza divulgata sul territorio, ha una rilevante importanza, poichè spesso un paziente, successivamente alla dimissione si ritrova quasi “perso”. Il follow-up sul territorio da parte di un’ equipe di infermieri specializzati, seguirebbe il paziente a 360° evitando che tutto il percorso assistenziale in degenza sia stato nullo. Portando cosi al recupero (da valutare lungo il processo) dell’autonomia almeno minima nelle ADL.

Le competenze avanzate, a questo punto, diventano il fulcro di una bilancia che pesa maggiormente verso di esse. Ed è qui che cito NSP, partendo dai “se”, dai “ma”, dai tanti dubbi che costernano chi ancora non ha toccato con mano tale movimento, anzi tale onda. I dubbi si insinuano negli esseri pensanti quotidianamente e concretamente possono essere risolti.

Proprio come il processo assistenziale, proprio come la cultura, NSP è in continua dinamicità.
NSP si nutre di cultura, praticando trasparenza attraverso un mezzo: le competenze avanzate. La cultura attiva e nutre la mente, la trasparenza chiarifica gli intenti e le competenze ci rendono dei professionisti.
NSP non è una maschera da indossare quando ci si vuole coprire da un qualcosa di irreale, è altro. E’ un movimento che sta cercando di smuovere gli animi, sta cercando di stimolare i professionisti a sviluppare tutto ciò che è di nostra competenza per essere al fianco di chi ha dei bisogni da soddisfare. Sta cercando di stimolare l’intelletto di tutti i professionisti e di chi maggiormente è purtroppo caduto nel baratro dell’insoddisfazione. Nessuno ha mai detto che sarà un percorso facile, nessuno ha promesso senza veder realizzate queste ultime, NSP è forse l’inizio di una rinascita. Di una rinasciata intellettuale, che tocca con mano la cultura per poi sviluppare nel pratico competenze. Non c’entra la politica, non c’entrano interessi, si cura di un aspetto fondamentale che va di pari passo con l’evoluzione storica e legislativa della nostra figura. NSP non si tira indietro di fronte a dubbi espressi, perché cerca di chiarirli; NSP non gioca a nascondino, perché ha come obiettivo lo sviluppo della professione sotto il punto di vista delle competenze; NSP si è chiesto quanti e quali professionisti avessero voglia di espletare tali competenze per essere poi riconosciute. NSP non è una maschera, è voglia di ricominciare.
Chiudo citando il “E SE…” poiché il dubbio si insinua nell’uomo con intelletto, purchè questo dubbio sia chiarificato con le evidenze. NSP fa chiarezza, muovendosi tra le onde della cultura e mostrandosi sempre aperto alla chiarificazione diplomatica. Nsp è da vivere. Non chiudiamo la nostra porta davanti ai dubbi altrui, anzi la apriamo e facciamo accomodare al nostro tavolo chiunque ne abbia voglia.

Da un movimento di cultura e pensiero, che si muove sul “battello” delle competenze avanzate”

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