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20 maggio 2018

#Noisiamopronti: Nulla sarà più come prima


Domenica 11 Marzo nelle principali piazza italiane incontreremo i cittadini, per raccontargli chi siamo ma soprattutto chi vogliamo essere.

Qualunque persona abbia mai trascorso del tempo in ospedale, per bisogno personale o meno, non può non aver avuto a che fare con gli infermieri. Tutti ci conoscono, nessuno può dimenticarci, ma in pochi sanno cosa significa veramente essere infermieri e soprattutto cosa significa esserlo in Italia. Anni trascorsi sui libri, esami sostenuti nel mentre si trascorrono infinite ore di tirocinio in corsia, notti insonni. Ottenuto il titolo, ossia la tanto ambita laurea, ci tocca sostenere centinaia di concorsi, spesso a migliaia di km di distanza da casa, competendo che migliaia di colleghi. I meno fortunati emigrano all’estero. I più fortunati sono tuttavia costretti a scontrarsi con una realtà che spesso non rispecchia le aspettative,  c’è chi ci vede come dei grandi OSS, chi ci vede come piccoli medici o meglio come i loro segretari.  Nessun riconoscimento normativo che sostenga le nostre competenze specialistiche, scarso riconoscimento sociale, lotta continua con gran parte della classe medica che ci vuole sottomessi, come se avessimo ancora il mansionario e fossimo ausiliari. Per non parlare  degli stipendi indegni e dello sfruttamento continuo che viviamo a lavoro. Queste condizioni comportano una certa ritrosia nell’affermare in pubblico che siamo infermieri. Quasi ce ne vergogniamo.

Il #Noisiamopronti nasce per questo. Per dare una casa alle nostre aspettative, alle nostre idee, alle nostre competenze. Per poter gridare al mondo “Siamo orgogliosi  di essere infermieri. Sotto una unica bandiera, come tanti cuori che battono all’unisono, siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, siamo pronti a farci carico delle necessità assistenziali a 360 gradi, siamo pronti a sviluppare ulteriormente le nostre competenze cliniche per metterle al servizio tuo e del SSN, siamo pronti a lottare per i nostri diritti e per una retribuzione che rispecchi degnamente la qualità e la qualità del nostro lavoro.” I cittadini ci  conoscono bene, sanno che siamo i primi ad entrare in reparto e gli ultimi ad uscire, che abbiamo competenze tecniche e specialistiche che pochi possono vantare, accompagnate da una intelligenza emotiva e relazionale che non ha eguali nella storia delle altre professioni. Siamo quelli che mentre gli sono vicini e gli stringono la mano, stanno contemporaneamente monitorando la loro attività cardiaca, i loro valori pressori, il loro umore. Siamo quelli che non distolgono mai lo sguardo dal loro sguardo. I cittadini sanno che abbiamo un rapporto speciale.

Per questo domani li aspettiamo in piazza, per ascoltarli, per raccontargli chi siamo ma soprattutto chi vogliamo essere. Basta conoscere il #noisiamopronti per comprendere che nulla sarà più come prima. In alto i cuori.

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