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Infermieri “senior”: “Siate come le radici di un salice unico che genera foglie meravigliose!”

A scrivervi è la categoria, non una laureata sognatrice che in pratica serve a poco, non un infermiere “generico”, ”diplomato” non laureato, NO! Diciamo basta. Ricuciamo questa frattura con tutte le nostre forze.

 

“UNO,  NESSUNO, CENTOMILA” (Luigi Pirandello)

L’uomo è nato libero ma è ,ovunque in catene” (J.J.Rousseau)

Ricordate quando la gente era cosi povera, che lottava per arrancarsi un pezzo di pane? Nonostante la giovane età, io sì, grazie all’ascolto dei racconti degli “anziani”.

Ecco, nella precedente affermazione trovare uno SCONTRO tra, le due definizioni di soggetti (appartenenti a nuclei divisi soltanto dalla componente anagrafica e di contesto storico) vi sembra un giusto compromesso a favore della crescita umana? Io non le ritengo neanche definizioni, ma persone UGUALI e direttamente proporzionali l’una verso l’altra.

Io no. I giovani, senza i meno giovani non godrebbero di quelli che son stati i racconti di famiglia, di guerre storiche vissute e passate. I meno giovani, senza i giovani, non vivrebbero l’entusiasmo che ti porta l’età spensierata, quella senza ancora “razionalità” radicata, quella fatta di sogni.

Questo confronto spero vi apra l’anima e vi permetta di guardare con il cuore, ma soprattutto con l’intelletto.

Rientriamo da questa via secondaria, nella via principale: LA PROFESSIONE INFERMIERISTICA. Partendo dal concetto a priori della costante “età”. Vi sembra requisito fondamentale per creare discrepanze nel flusso meraviglioso che si crea tra il professionista vissuto e il professionista che si approccia alla professione?

Bisognerebbe cambiare le cose partendo dal cambiamento delle nostre anime: umiltà, teoria, pratica, empatia, evidenze (esperienza), aggiornamenti. Vi sembrano variabili che possono viaggiare su binari singoli o salire su di un treno insieme e arrivare alla meta alla velocità della luce?

A scrivervi non è la TRANCHINO FRANCESCA “dottoressa”, ma una categoria di professionisti che crede nell’unione, nella sutura definitiva del divario INESISTENTE tra quelli che alcuni si ostinano a definire “infermieri di categoria A e B”.

È ragguardevole che non riusciamo a vedere tutto ciò che abbiamo a disposizione. È aberrante che un confronto diventi uno scontro. Il confronto arricchisce la mente e l’anima, ci rende umili, democratici, aperti e perché no PRONTI.

A scrivervi è la categoria, non una laureata sognatrice che in pratica serve a poco, non un infermiere “generico”, ”diplomato” non laureato, NO! Diciamo basta. Ricuciamo questa frattura con tutte le nostre forze.

COME?

-CREDENDOCI

QUANDO?

-SEMPRE, NELLA QUOTIDIANEITA’, NELL’ANIMA

DOVE?

-NEGLI AMBIENTI DI LAVORO, NELLE PIAZZE, DOVUNQUE.

Siate OVUNQUE, siate come le radici di un salice unico che genera foglie meravigliose e giovani, MA SECOLARI. SIATE NEI PAZIENTI, SIATE NEI COLLEGHI, SIATE LA PROFESSIONE INTERA.

Non possiamo restare immobili o immuni dai cambiamenti e non possiamo neanche chiudere le porte a chi ha più esperienza pratica. A PATTO CHE: siamo un unico fiume, che sfocia verso il mare.

Quando vi sentite sconfortati, frustrati, non prendetevela con il prossimo (collega laureato o non laureato, come dite), ma lavorate sul cambiamento, sulla forza che possiamo generare.

Mi tocca, eticamente, civilmente e giuridicamente citare una legge che mi sta molto a cuore, poiché IO LAUREATA, sono figlia di due infermieri NON LAUREATI. Noi tre siamo l’unione, noi tre siamo un fiume.

Mi tocca citarla e ricordarla per iL mio Direttore Universitario e la mia Vice Direttrice, i miei professori, per i miei tutor, per i miei colleghi e per i miei colleghi, anzi la mia famiglia NSP (l’aggettivo possessivo non è un caso, ma un senso di appartenenza)

Non immaginate neanche quanta energia possa generare tutto questo. Andiamo in guerra “con spade fatte di palloncini” (Pietro Giurdanella) perché non è una guerra, con il confronto quello che al termine ti rende una persona migliore.

Scrivo per dar voce alla categoria, non scrivo per me, io non sono LA DOTTORESSA “Più”, io sono pronta ad essere una professionista ma soltanto insieme a VOI

NOI SIAMO PRONTI A QUESTO. SIAMO PRONTI AL CONFRONTO perché CI CREDIAMO E perché DOPO TANTI ANNI DI REMISSIONE DELLA PORFESSIONE ABBIAM CAPITO CHE INSIEME POSSIAMO NAVIGARE QUESTE ACQUE.

Decreto per l’equipollenza dei titoli in campo infermieristico GAZZETTA UFFICIALE SERIE GENERALE N. 191 del 17/8/2000 MINISTERO DELLA SANITA’ DECRETO 27 luglio 2000

Equipollenza dei diplomi e attestati al diploma universitario di infermiere ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post – base.

IL MINISTRO DELLA SANITA’ di concerto con IL MINISTRO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA

Visto l’art. 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni; Vista la legge 26 febbraio 1999 n. 42 recante disposizioni in materia di professioni sanitarie ed in particolare l’art. 4, comma 1, il quale prevede che i diplomi e gli attestati conseguiti in base alla precedente normativa , che abbiano permesso l’iscrizione ai relativi albi professionali o l’attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo o che siano previsti dalla normativa concorsuale del personale del servizio sanitario nazionale o degli altri comparti del settore pubblico, sono equipollenti ai diplomi universitari di cui all’art. 6 comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre1992, n. 502, e successive modificazioni, ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post – base; Ritenuto opportuno e necessario, per assicurare certezza alle situazioni ed uniformità di comportamento, provvedere all’individuazione dei titoli riconosciuti equipollenti ai diplomi universitari dell’art. 4 comma 1 della richiamata legge n. 42 del 1999; Decreta:

art. 1 I diplomi e gli attestati conseguiti in base alla normativa precedente a quella attuativa dell’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 e successive modificazioni, che sono indicate nella sezione B della tabella sotto riportata, sono equipollenti ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 26 febbraio 1999, n. 42, al diploma universitario di infermiere di cui al decreto del Ministro della Sanità 14 settembre 1994, n. 739, indicato nella sezione A della stessa tabella, ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post – base.

Sez. A diploma universitario  Sez. B titoli equipollenti  Infermiere – Decreto del Ministro della Sanità 14 settembre 1994, n. 739  • Infermiere professionale – Regio decreto 21 novembre 1929, n. 2330  • Infermiere professionale – D.P.R. n. 162 del 10 marzo 1982  • D. U. Scienze Infermieristiche – legge 11 novembre 1990, n. 341 

Art. 2 L’equipollenza dei titoli indicati nella sezione B della tabella riportata nell’art. 1 al diploma universitario di infermiere indicato nella sezione A della stessa tabella, non produce, per il possessore del titolo, alcun effetto sulla posizione funzionale rivestita e sulle mansioni esercitate in ragione del titolo nei rapporti di lavoro dipendente già instaurati alla data di entrata in vigore del presente decreto. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.(MINISTERO DELLA SANITà, Roma, 27 luglio 2000)

Il decreto sopra citato non vuol essere un’offesa ma un promemoria per tutti noi e per noi ex studenti che abbiamo ben chiaro, come voi ci insegnate, CHE SIAMO TUTTI UGUALI

Scritto da : LA CATEGORIA.

Con stima. Francesca, un’infermiera. (punto), Ambasciatrice del Movimento

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