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26 maggio 2018

SAPERE AUDE


Pixi0815 / Pixabay

Sovente capita che quando epiteto (nel senso attributivo) un tirocinante infermiere col termine “allievo” questi si risenta precisando che è uno “studente” in quanto frequentante l’Università, disapprovando tale termine talvolta arrogantemente, perché sminuente il suo stato di “universitario”. Ad onor del vero non capita con tutti, ma con buona parte di quelli con i quali ho la possibilità di interagire. Tale arroganza è riscontrabile anche in tanti colleghi della “nuova guardia”.
Personalmente sono dell’idea che prima di vantarsi di frequentare studi “superiori” bisognerebbe essere in regola con la conoscenza della Lingua italiana acquisita durante gli studi “inferiori”. Cosa purtroppo non scontata.

Dato che la confusione di ruoli è emersa palesemente più volte anche in molte discussioni nel gruppo “noisiamopronti” e premesso che l’attitudine in termini di orientamento, secondo un gusto prevalente, che vuole imporsi nella consuetudine è valida solo se tale consuetudine, in questo caso linguistica, non trova fondamento etimologico, in relazione fino a quanto esposto mi permetto di fare chiarezza a scopo “terapeutico” con delle “pillole” di Lingua italiana giusto per capire “chi siamo” e cosa stiamo facendo.
La Lingua italiana è formata da parole che, guarda caso, hanno un significato ben preciso, si chiama Semantica, ed è a questa che bisogna fare riferimento per poter parlare lo stesso linguaggio al fine di evitare così inutili incomprensioni.

Il termine STUDENTE sta ad indicare “chi studia e specialmente chi è iscritto ad una scuola media o università”, lo dichiara il Vocabolario italiano e con probabile sommo rammarico scoprite, or ora, che il tanto vantato e precisato stato nominale è sovrapponibile a quello di un frequentatore delle scuole medie inferiori e, più genericamente, a chiunque studi a qualsiasi grado.
Col termine ALLIEVO viene indicato “chi è allevato, educato, istruito in un’arte o dottrina”. Capirete meglio il senso di ciò dopo aver inteso il significato di DOTTRINA cioè ” l’insieme delle cose che s’imparano; istruzione, sapere”.

Un’ulteriore precisazione va fatta sul termine STATUS, meglio detto STATO, che sta ad indicare “posizione, condizione”.
Guarda caso il TIROCINIO, “addestramento pratico in una professione o in un mestiere”, è parte integrante dell’indottrinamento.
La condizione di studente, alquanto generica per la Lingua italiana, diventa secondaria rispetto alla posizione che viene occupata come tirocinante in un contesto ben definito dai ruoli specifici della Professione e, secondariamente, mirato all’apprendistato.
Concludendo, in parole più semplici, quando lo studente viene ufficialmente inviato in un reparto o servizio a svolgere un tirocinio il suo stato è quello di ALLIEVO, quando invece si trova in un’aula ad imparare la teoria il suo stato è quello di STUDENTE.

Che la Lingua italiana sia complessa è risaputo e il nostro dovere è quella di sostenerla non declinarla a proprio piacimento.
Mi permetto di ricordare, dal punto di vista sempre semantico, cosa sia l’UMILTA’: “Sentimento e conseguente comportamento improntato alla consapevolezza dei propri limiti e al distacco da ogni forma di orgoglio e sicurezza eccessivi di sé”. Sentimento che dovrebbe fare parte del bagaglio personale di ogni persona, a prescindere dall’essere studenti, allievi o professionisti.
Utopia? Speriamo di no!
Concludo con una citazione di Carlo Ferrario, L’allegro e il pensieroso. 2009.

“Università, il massimo sforzo compiuto dalla società attuale per dare ai giovani una cultura specializzata senza obbligarli a rinunciare alla loro ignoranza globale”.

Un augurio che rivolgo a tutti è la locuzione latina SAPERE AUDE “abbi il coraggio di conoscere” anche interpretata, più erroneamente, come “abbi il coraggio di usare la tua intelligenza”.

Bruno G. Kullmann
semplicemente Infermiere.

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