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L’eresia di #noisiamopronti

L’etica all’interno della nostra professione può sicuramente andare di pari passo con l’essere eccellenti professionisti. Chi lavora fa un’opera giusta, chi cerca di innovare la propria professione è di ausilio per tutta la comunità. Un professionista della salute mette al primo posto il rapporto umano.

Ma cos’è l’etica? L’etica riguarda la condotta umana, la morale che, abbandonando la concezione filosofica, si trasforma in azioni concrete all’interno dei modelli organizzativi sociali e professionali, quali ad esempio le associazioni, i movimenti, i partiti politici, le imprese, le industrie.

Viviamo in un contesto sociale e storico in continuo cambiamento. Spesso ci ritroviamo a comporre studi talmente lunghi ed approfonditi sulle analisi organizzative che alla fine dello studio l’oggetto dell’indagine non è più lo stesso, perché mutato nel corso dell’indagine stessa.

È per questo che “il cambiamento” deve essere concepito come un punto di partenza, una costante da ascoltare ed assecondare nelle realtà professionali, un’opportunità continua di evoluzione rispetto alle abitudini precedenti.

Ma perché cambiare? Questa è la domanda che tutti gli attori del processo organizzativo si pongono. E l’accento della domanda cambia a seconda se chi la formula sia il promotore o l’ostacolatore del processo. E allora è semplicemente l’esordio di obiezioni che costituiscono un classico della vita sociale, professionale ed aziendale di tutti i tempi: “ne abbiamo fatto a meno sino ad ora”, “qui da noi è impossibile”, “lei è avanti anni rispetto ai nostri problemi”, “venga lei al mio posto se ritiene di poter fare meglio”.

La radice della difficoltà di cambiamento risiede nell’itinerario naturale che le persone compiono nella loro vita e le organizzazioni con loro, dato che le organizzazioni vivono di persone: man mano che il tempo passa la propensione più naturale che si sviluppa è quella della difesa dei risultati raggiunti, delle posizioni conquistate, difesa che si manifesta contro le “minacce” portate dai numerosi agenti di cambiamento che si presentano quotidianamente.

Ed è a questo punto che nasce la cosiddetta ERESIA di #NOISIAMOPRONTI e sta a tutti noi saperla interpretare ed applicare all’interno ed all’esterno del nostro territorio, della nostra professione, del nostro mondo.

Il nostro mondo professionale diventa, quindi, il luogo principale della nostra sfida, del nostro essere, del nostro stare all’interno di esso. Questo posto è il luogo del domani nel quale dovremo essere attenti alle nuove iniziative, alle nuove richieste di riconoscimento da parte delle nuove generazioni di professionisti che crescono e si trasformano seguendo i cambiamenti che i ritmi di oggi impongono.
La nostra professione deve riuscire a ricostruirsi intorno a questi valori, soprattutto in questo momento di forte cambiamento che sta attraversando. La nuova sfida, la sfida di #NOISIAMOPRONTI, quindi, la nostra sfida è quella di costruire una forte identità professionale che possa permettere alle attuali e future generazioni di governare con serenità le linee e i futuri sviluppi della nostra professione.
Non dobbiamo, infine, pensare che la soluzione dei nostri problemi possa venire dal di fuori: siamo noi che dobbiamo fare leva sulle nostre capacità. E dobbiamo, proprio per questo, ricercare la massima coesione.

Giustino Ciccone, Ambasciatore del #noisiamopronti Campania

https://www.facebook.com/groups/1520293554940691/

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