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Pasqua è simbolo di rinascita, ed io oggi ci spero in una rinascita. Io ci credo, io sono pronta!

Domenica di Pasqua. È sera, la festa volge al termine, la mente va da sola mentre sono seduta sul divano.

Dylan a farmi compagnia…il cucciolo labrador di mia figlia.

Mia figlia, una giovane infermiera, laureata con 110 lode e menzione, vincitrice di concorso pubblico a tempo determinato a 24 anni. Dylan è il suo coinquilino, il fratellino, l’amico il confidente , la sua unica compagnia, colui che l’aspetta e la accoglie quando torna da lavoro.

Perché mia figlia ha un lavoro ma in Lombardia, a Lecco: la sua terra l’ha cresciuta, l’ha formata e poi le ha offerto un contratto a partita Iva in cure domiciliari, senza tutele, senza rispetto, e nonostante tutto si poteva ritenere fortunata.

Tanti suoi colleghi non avevano nemmeno quello.

E oggi la rivedo qui, ci mancava da mesi, da quando è stata assunta. La felicità è tanta ma la rabbia sale: la Campania, la nostra terra ha mandato via i suoi figli migliori dopo averli mortificati con contratti da fame.

“Siamo in piano di rientro” te lo senti ripetere ogni volta: siamo Regione canaglia, maglia nera.

Ma che colpe hanno i nostri ragazzi….perché lontano da casa non ci vanno le canaglie che ci hanno ridotto così?

Ed io? Io mi vergogno…Che eredità sto lasciando….Che sanità sto contribuendo a costruire?

Lavoro in un distretto sanitario, dopo 20 anni di lavoro ospedaliero in corsia (Medicina). Sento ogni giorno sulla pelle lo stigma del pregiudizio: al distretto si sta comodi, in cure domiciliari ci si riposa, sempre in giro all’aria aperta. Che voglia di spaccare tutto e tutti. Una visione ospedalocentrica in una sanità che sta cambiando e che DEVE cambiare.

Ed io….le mie battaglie quotidiane: ho la testa troppo alta, la lingua troppo lunga, troppi libri nella testa, troppo lungo il curriculum. Cosa vuoi fare: sei solo un’infermiera.

Non molto tempo fa mi sono sentita dire che vado troppo veloce, che ho raggiunto tutti gli obiettivi troppo in fretta, che devo abbassare il livello perché non tutti riescono a starmi dietro e la differenza tra unità operative si nota troppo. Perché sapere lavorare da me è una colpa e non un merito, e se c’è un gap troppo alto non si chiede ai più lenti e svogliati di aumentare il passo, ma si chiede a chi lavora di rallentare il passo per non evidenziare la differenza.

E poi che cosa è quella spilletta? A che sei pronta? Sempre infermieri siete…..fate le siringhe!

Allora urli strepiti e dai di matto e ti minacciano di una commissione disciplinare che tu stessa chiedi e implori con la speranza che finalmente qualcuno ti ascolti: ma quando si accorgono che non hai paura , che sei pronta anche per la disciplinare ….tutto tace e inizia la querelle delle rappresaglie.

Ma non mi arrendo, anche se qualcuno mi consiglia di trovarmi un referente politico o sindacale così mi lasciano in pace.

Io sono pronta: pronta a lottare per il cambiamento, pronta ad affermare i principi della mia professione, pronta a difendere i miei giovani colleghi sfruttati e sottopagati, pronta a stendersi sui binari dei treni che li portano così lontano dalla loro terra!

Questa spilletta è la mia forza, la mia coperta di linus, la mia bacchetta magica, la mia spada nella roccia, la mia ancora, la mia bandiera!

#iosonopronta cavoli .. sono pronta! Chiedo solo di fare il mio lavoro, e di farlo bene , perché lo so fare dannatamente bene e lo dico senza presunzione. Io sono indignata, sono arrabbiata , sono avvelenata e umiliata, ferita nel cuore e nell’anima ma non sono stanca!

Non sarò mai stanca di lottare nell’unico modo che conosco: esercitando la mia professione facendo L’INFERMIERA! Perché anche se sono Coordinatrice mi onora definirmi INFERMIERA.

Pasqua è simbolo di rinascita… ed io oggi ci spero in una rinascita….io ci credo ..io sono pronta…

Michelina Baldi, Ambasciatrice del #Noisiamopronti Campania

https://www.facebook.com/groups/1520293554940691/

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