Vai a…
#noisiamoprontisu Google+#noisiamopronti on YouTube#noisiamopronti on LinkedInRSS Feed

23 aprile 2018

Manca il merito. La Corte dei Conti boccia il Contratto delle Funzioni Centrali


È bene evidenziarlo subito: il Contratto a cui ci riferiamo in questo articolo è quello che riguarda l’ambito delle Funzioni Centrali ossia Ministeri ed Enti Centrali (250 mila dipendenti di ministeri, Agenzie ed enti come Inps e Cnel).

Non si parla della Sanità anche se è ipotizzabile che il giudizio della Corte dei Conti – dovuto per legge su tutti i contratti della Pubblica amministrazione – impatterà su tutti i contratti firmati nel mese di febbraio 2018 e quindi anche su quello inerente il comparto Sanità.

La notizia è di ieri: “Statali, Corte conti boccia il nuovo contratto“: “Aumenti tabellari e nessun incremento basato sulla produttività. Così la Corte dei conti sul nuovo contratto degli statali che a suo giudizio risulta “deludente” sotto il profilo di una remunerazione tale da premiare il merito, da incentivare produttività ed efficienza nel pubblico impiego, prevedendo piuttosto aumenti di stipendio lineari per i 250 mila dipendenti di ministeri, Agenzie ed enti come Inps e Cnel. L’opinione è espressa nella delibera sul rinnovo contrattuale del comparto Funzioni centrali 2016-2018 depositata il 23 marzo” (Adnkrons)

Leggi la sentenza

Perchè un giudizio negativo?

Da una parte la Corte dei Conti certifica “positivamente la compatibilità economica dell’Ipotesi di accordo” ovvero c’è la sostenibilità economica generale, dall’altra osserva “che il vero parametro per certificare la compatibilità economica di incrementi contrattuali, non può prescindere da una valutazione degli effetti della contrattazione, in termini di recupero della produttività del settore pubblico. Sotto tale profilo, l’Ipotesi all’esame si rivela complessivamente deludente“. Ma ancora: “Al riguardo, non si può non sottolineare come la legge delega n.15 del 2009 affidava alla contrattazione collettiva il compito di procedere ad una sostanziale ridefinizione delle componenti variabili della retribuzione, da destinare prevalentemente a finalità realmente incentivanti e premiali”.

In altri termini, la Corte dei Conti sottolinea che le retribuzioni non possono essere slegate dalla valutazione del “merito” e della “crescita professionale” e che devono essere incentivati e premiati i modelli virtuosi. 

E il Contratto Collettivo del Comparto Sanità?

A questo punto rimane da capire se il Contratto Collettivo Nazionale del personale del comparto Sanità sottoscritto il 23 febbraio scorso subirà le stesse valutazioni. Anche quel contratto, infatti non prevede un sistema di incentivazione basato su livelli di competenze, cosa chiesta ad alta voce dal Movimento #noisiamopronti ben prima che vi fosse la sottoscrizione del Contratto con una lettera sottoscritta da oltre 65mila persone. (LEGGI) lettera del Movimento #noisiamopronti

Il riconoscimento vero e formale delle competenze maturate dagli Infermieri e dalle Professioni Sanitarie è coerente con le osservazioni fatte oggi dalla Corte dei Conti perchè riconosce e “premia” la professionalità avanzata e specialistica e migliora la produttività del Sistema.  

Il giudizio della Corte dei Conti conferma la bontà delle nostre istanze che continueremo a sostenere con ancora più convinzione e fermezza.

 

Rinnovo contratto: al via la raccolta firme del movimento #noisiamopronti

 

Lascia un commento

Altre storie daNotizie