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23 aprile 2018

Non siamo medici e non vogliamo esserlo, non per disprezzo ma per scelta.


Lavoro in un centro riabilitativo.

Ieri era quasi terminato il turno ed era il momento di accompagnare (per me è coccolare) i pazienti a letto per il riposino. Come sempre, quotidianamente in quell’istante avevo mille mani, mille occhi e mille orecchie si avvicina un paziente, in riabilitazione post intervento di amputazione gamba, causato da un’aneurisma dell’arteria femorale.

Aveva quasi recuperato la funzionalità motoria quando il giorno prima riceve una notizia.

La notizia?

Rischio di aneurisma anche all’altra gamba, quindi nuovo intervento. Mi guarda e mi dice:” Francesca come stai?” Gli rispondo con un sorriso stanco, ma deciso, cosciente della notizia che lo riguardava e cosciente del fatto che la mia stanchezza in quel momento doveva essere messa da parte. Il mio sorriso gli ha aperto una piccola porticina.

Mi ha raccontato le sue sensazioni, mi ha chiesto cosa ne pensavo, mi ha chiesto un consiglio su come affrontare psicologicamente il tutto. In quel momento mille orecchie e mille occhi erano per lui, mi sono fermata e dopo aver terminato l chiacchierata mi dice :”grazie, mi sento meglio”.

Sapete quale riflessione ne è scaturita? 

Lui ha cercato me, un’infermiera, perché ?

Un medico si sarebbe soffermato alla diagnosi della patologia e all’intervento chirurgico e terapeutico conseguente
Un OSS si sarebbe soffermato al semplice consiglio, limitato dalle loro competenze.

L’infermiere?
Empatia, supporto psicologico, ascolto attivo, osservazione, conoscenza dell’intervento e della diagnosi.

Siamo davvero così importanti ? La risposta è SÌ.
Non siamo fermi, siamo noi che decidiamo come affrontare le nostre giornate e di conseguenza il nostro lavoro. Vi ho regalato le mie sensazioni, con la speranza di accendere una piccola fiamma in tutti voi. Non arrendiamoci!!
Non vogliamo guerra contro altre professioni, non vogliamo guerra tra noi, vogliamo soltanto che ci sia riconosciuto ciò che possediamo e che acquisiamo.
Non siamo medici e non vogliamo esserlo, non per disprezzo ma per scelta.

Francesca, #ambasciatricepiemonte

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