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23 aprile 2018

Emergenza urgenza in Friuli Venezia Giulia, una situazione esplosiva


lucica / Pixabay

Gli infermieri operativi in Friuli Venezia Giulia stanno vivendo una pesante situazione professionale che, se non superata, potrebbe mettere a rischio gli standard di assistenza nel soccorso territoriale 118.
Nel 2013, uno specifico gruppo di lavoro, attivato su specifica richiesta degli Infermieri che operano nell’area delle emergenze extra-ospedaliere, ha avviato un percorso di revisione ed elaborazione di protocolli assistenziali per formalizzare e garantire interventi tempestivi ed omogenei nelle attivitá di soccorso in tutti i territori provinciali della regione Friuli Venezia Giulia.
Il gruppo di lavoro composto da Infermieri e Medici operativi nella gestione delle emergenze sanitarie territoriali è stato formalizzato nel 2015 come “Gruppo di lavoro permanente regionale” per condividere, validare ed implementare i protocolli di soccorso territoriale anche a sostegno del piano dell’emergenza urgenza della Regione, approvato con delibera n. 2039 del 16/10/2015.
Il focus del “Gruppo di lavoro permanente regionale” è sempre stato quello di omogeneizzare i comportamenti professionali degli infermieri su standard qualitativamente elevati oltre che basati su evidenze scientifiche internazionalmente validate.
Attualmente gli algoritmi validati sono 30 e comprendono le patologie tempo-dipendenti e le situazioni di salute compromessa a maggior impatto epidemiologico.
In Friuli Venezia Giulia la rete dell’emergenza 118 offre dal 1990, anno di attivazione della prima Centrale Operativa 118 sul territorio regionale, un servizio di eccellenza secondo standard riconosciuti dalle maggiori e mondiali società scientifiche del settore.
Diversi sono stati gli incontri del Gruppo con gli esperti regionali, con gli ordini delle professioni infermieristiche e con gli ordini dei medici per procedere con una linea comune di sviluppo e applicazione.
Quanto predisposto è in linea con lo status giuridico dei professionisti sanitari tutti e degli infermieri in particolare (a partire dal DPR 27 Marzo 1992, dalla legge 42/99, dalla legge 251/00, dalla legge 24/17 fino alla legge 3/18).
Tutto è in piena ottemperanza con il profilo professionale dell’infermiere (DM 739/94), gli altri richiami normativi nazionali e con la direttiva europea sulle competenze professionali infermieristiche (direttiva 2013/55/UE) recepita dall’Italia con il Decreto legislativo 28 gennaio 2016 n.15 che all’art. 30 recita: ” … il titolo di infermiere responsabile dell’assistenza generale sancisce la capacitá del professionista in questione di… avviare autonomamente misure immediate per il mantenimento in vita e di intervenire in situazioni di crisi e catastrofi.”.

Oggi tutto questo percorso giuridico e professionale è messo in dubbio dalla Federazione Regionale degli Ordini dei medici che sono intervenuti con una sbalorditiva presa di posizione su protocolli validati e che richiama, nei modi e nei contenuti, la già triste vicenda del 118 bolognese.
Noi infermieri rimaniamo attoniti di fronte a prese di posizione anacronistiche e senza aggancio ad alcuna legge europea, nazionale e regionale e che minano alla base la fiducia dei cittadini nei confronti di un Sistema che, al contrario, dovrebbe dare loro sicurezza e garanzia, in quanto EFFICACE, SOLIDO E RIGOROSAMENTE CORRETTO.

Rimaniamo in attesa di una presa di posizione delle Istituzioni sanitarie e dei nostri 4 Ordini professionali provinciali e a loro ricordiamo che da due anni è stato insediato un tavolo di lavoro tra la Federazione nazionale dei medici e la Federazione nazionale degli infermieri (LEGGI) per trovare punti di convergenza su questa questione.

Ai quattro Ordini delle Professioni infermieristiche del FVG chiediamo: a che punto è il confronto? Qual è la linea che si intende seguire e le azioni che si intende davvero intraprendere?
Perchè se gli effetti di un confronto biennale sono questi è meglio non solo interrompere la discussione, ma anche attivare un confronto all’interno della categoria infermieristica perchè noi auspichiamo che voi non siate solo Rappresentanti professionali di noi infermieri ma anche rappresentativi delle nostre istanze, della nostra dignità e preparazione professionale e della nostra rilevante funzione all’intero del sistema sanitario regionale e specificamente nell’emergenza sanitaria territoriale .

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=44261

Il Coordinamento Nazionale del #noisiamopronti

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