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23 aprile 2018

Non in mio nome! #noisiamopronti ripudia la guerra.


Courtesy CNN

Usa, Gb e Francia attaccano la Siria.
Trump annuncia: missione compiuta.

Ma non vi vergonate? Mentre fate proclami di guerra, ci sono medici ed infermieri che lavorano per la salute a rischio della Vita

Malaika, un’infermiera capo di 29 anni, tiene in braccio Ali, un bambino di 2 giorni, mentre lotta per i suoi ultimi respiri.
Nato nella parte orientale di Aleppo, una delle città più colpite dalla guerra civile della Siria che dura ormai da sette anni, Ali è nato con problemi al petto che lo hanno costretto a fare affidamento su una pompa di ossigeno e un incubatore nell’unità neonatale dell’ospedale pediatrico di Aleppo.
L’ospedale è sostenuto dalla Independent Doctors Association, una ONG siriana che fornisce servizi medici ad Aleppo.

Ali non c’è più, non ce l’ha fatta, grazie ad una guerra inumana ed insensata!

#noisiamopronti ripudia la guerra. E condanna fermamente gli attacchi di ieri in Siria

Com’è la vita per i siriani oggi? Orribile!

Le famiglie siriane spesso non hanno beni di prima necessità, come cibo, alloggio e cure mediche.
I bambini non possono andare a scuola.
La guerra si combatte nelle città e nelle strade.

Dall’inizio della guerra, oltre 465.000 siriani sono stati uccisi, 1 milione in più sono stati feriti e 12 milioni – più della metà della popolazione del paese – sono stati costretti a fuggire dalle loro case. Più di 5,5 milioni si sono trasferiti all’estero e registrati come rifugiati.

Adesso basta, #noisiamopronti lavorerà e sosterrà infermieri e medici impegnati in Siria, ma ripudia fermamente il massacro che si sta perpetrando ai danni delle popolazioni civili.

Non in mio nome!

#noisiamopronti ripudia la guerra!

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