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27 maggio 2018

Il presente deve servire come trampolino, non si può più aspettare. La sveglia è suonata


E se fosse stato che la sveglia suonasse prima..

In questi mesi le iniziative informative dedicate ai cittadini che riguardano la sanità sono molteplici,così come, grazie al  Movimento.

#nsp, testate giornalistiche, radio e televisioni si è aperto un vero dibattito sull’esigenza di creare un nuovo modello sanitario dove il ruolo delle professioni sanitarie diventa fondamentale.

Proprio ieri su Radio 3 si metteva il focus sull’invecchiamento della popolazione, e sullo scenario assistenziale nei prossimi 10 anni. Vi riporto così una testimonianza, uno spaccato di vita quotidiana:

Sono figlia di un welfare assente, frammentario, difficile. Figlia minore di emigrati del sud da 50 anni, madre da sempre disabile e padre operaio ammalato gravemente e deceduto presto.

Sono cresciuta ai margini di una società difficile, occupandomi da sempre dei miei genitori e di mia sorella anch’essa disabile, rete famigliare assente, possibilità economiche scarse.

Vi risparmio i dettagli difficili, di una strada tortuosa, con ostacoli insormontabili, ma purtroppo nonostante sia consapevole di cosa ho dovuto portare in spalla, c’è un dettaglio che non dimentico: mio padre è deceduto in una casa di riposo, solo, a distanza di 3 mesi dal suo inserimento urgente, nonostante il suo volere contrario, nonostante mi implorasse di riportarlo a casa, solo ed esclusivamente perchè a domicilio l’assistenza e la rete territoriale non fu sufficiente a garantire il supporto necessario.

Io diplomata da poco con una figlia piccola, una madre e sorella disabile da gestire  e una vita da costruire ho dovuto scegliere. Nel tempo le disabilità di mia madre e di mia sorella sono avanzate.

Ritengo di essere stata fortunata in quanto sono un infermiera e questo ci ha aiutato moltissimo.

Se mi guardo indietro posso affermare che la difficoltà più importante l’ho riscontrata nell’assenza di territorialità, dalle figure socio sanitarie a quelle delle professioni sanitarie.

L’ospedale è stato l’unico contenitore di aiuto ma certamente non idoneo per risolvere e gestire problematiche che avrebbero dovuto avere uno sfogo diverso.

Ho così deciso di non chiedere più niente a nessuno, sfinita e demoralizzata su tanti fronti gestisco ad oggi ciò che mi è rimasto della mia famiglia in assoluto silenzio, in casa mia, con me infermiera fino a quando il destino di vita non prenda il suo posto.

E se fosse che la sveglia fosse suonata prima ?

Come sarebbero andate le vite di 4 persone se al centro di molti dibattiti, da 20 anni or sono, fossero stati quelli di questi mesi?

Quali le politiche sanitarie sarebbero oggi in atto?

Il passato ormai non può essere cambiato, ma insegna.

Il presente deve servire come trampolino ,non si può più aspettare.

La sveglia è suonata.

Per il futuro di tutti noi. Io non voglio che i miei figli debbano scegliere.

Simona Potì #ambasciatore Bologna

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