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Consideriamo una mamma che lavora patrimonio dell’umanità!

L’argomento è nevralgico: mamme che lavorano, in particolar modo mamme professioniste sanitarie, che lavorano su due o tre turni, di notte, di weekend, in reperibilità.

Una madre che lavora deve organizzarsi il doppio, deve correre il doppio, deve lavorare il doppio, deve resistere il doppio!

La giornata di una mamma che lavora si raddoppia, si dilata, mette a dura prova.

Dove prende l’energia?
Dove trova tanta forza?
Tanta volontà, tanta dinamicità.. una mamma che lavora, dove?Dal sorriso..
dai baci..
dagli abbracci dei suoi bambini..
dalla voce di suo figlio/a quando dice
“mamma ti voglio tanto bene”,
“sei la mia mamma, la più bella del mondo”. Che gioia grande, quanta gratificazione.

Quando si prende cura di una persona che sta male e pensa che ha l’età del suo bambino/a, un sguardo che le chiede aiuto e le fa passare tutta la stanchezza, lo stress..
Con la sua mano lo rassicura, e il suo sorriso dà speranza che tutto andrà per il meglio?

Allora ringrazia Dio per il dono di essere madre e lavoratrice, allora può sentire questa grande missione e lasciarsi tutto alle spalle..

Ciò che conta sono i suoi figli, la sua famiglia e la sua meravigliosa professione!

Questa mia riflessione condivisa con tutti/e voi proprio nella giornata emblematica del 1° maggio vuole essere un appello alla comunità, soprattutto ai rappresentanti politici del nostro Paese, ai rappresentanti sindacali, alla società civile, e l’appello è questo:

CONSIDERIAMO UNA MAMMA CHE LAVORA PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

Buona vita a tutti/e

Gerarda Izzo
TSRM – Ambasciatrice del Movimento #NSP

 

 

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