Vai a…
#noisiamoprontisu Google+#noisiamopronti on YouTube#noisiamopronti on LinkedInRSS Feed

26 maggio 2018

L’evoluzione di un Movimento


I movimenti non sono organizzazioni, ma reti di relazioni tra diversi attori, che possono includere, a seconda delle condizioni, anche organizzazioni dotate di una struttura formale.

Una delle caratteristiche dei movimenti è il poterne far parte, sentendosi coinvolti in uno sforzo collettivo, senza dover aderire ad una specifica organizzazione.

In secondo luogo tali reticoli, per essere considerati un movimento, e quindi differenziarsi da semplici fenomeni collettivi di aggregato, come le mode, devono elaborare un sistema di credenze condivise e una nuova identità. Caratteristica dei movimenti è infatti l’elaborazione di visioni del mondo e sistemi di valori alternativi rispetto a quelli dominanti.

Per questo motivo i movimenti sono considerati come protagonisti del mutamento sociale, “profeti del presente”, poiché “come i profeti, parlano avanti, annunciano il mutamento possibile”.

Ma i movimenti possono correre anche un grande rischio, quello, ad un certo punto della loro storia, di pretendere di cambiare gli altri, conformandoli alla propria volontà, non è soltanto sbagliato moralmente in quanto farebbe parte di un pensiero prevaricatore, ma lo è per almeno altri due motivi: in primo luogo sarebbe necessaria la certezza di avere ragione, inoltre si tratterebbe di un’operazione senza alcuna possibilità di riuscita permanente, dunque ingannevole.

L’aumento di consapevolezza è un fenomeno strettamente individuale, che può essere influenzato da altri, ma non può essere imposto, né tantomeno surrogato: per questo motivo ognuno di noi deve partire da se stesso e può volgersi agli altri, offrendo loro strumenti di evoluzione che ciascuno accetterà in ragione delle proprie attitudini.

L’evoluzione è l’unico fine che dovremmo perseguire, non soltanto perché è anche ciò per cui esiste lo stesso spazio/tempo in cui siamo immersi, ma anche in quanto è l’unico risultato che si possa perseguire autonomamente, senza che sia necessario coinvolgere, usare o trasformare alcun altro.

La comprensione della vera natura del mondo in cui siamo immersi consente di realizzare meglio per quale motivo nessun risultato conseguito attraverso una rivoluzione, specie se violenta e imposta forzatamente, può dirsi pregevole.

Il cambiamento non ha valore se non è spontaneo, poiché non è reale, e di conseguenza non può essere permanente, bensì soltanto apparente e (dunque) temporaneo.

Giustino Ciccone, ambasciatore del movimento NSP

Lascia un commento

Altre storie daApprofondimenti