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27 maggio 2018

Una Sanità diversa è possibile: per i cittadini, soprattutto


Oggi questo mio scrivere parte da quel semplice pensiero, che riportato in consonanti e vocali, mi ricorda quando da bambino  mi vedevo come per magia, capace di poter colorare la mia nazione al fine di renderla la più bella di tutte.

Quell’immaginazione fanciullesca si è pian piano trasformata in quello che oggi è il sogno di poter finalmente vivere libero da forzate privazioni. Questo mi ricorda che in fondo un po’ tutti abbiamo intrinseca in noi quella sana voglia di riuscire a cambiare qualcosa che possa essere conforme alla nostra idea di società.

Perfino uno dei più illustri registi del cinema italiano, il grande Federico Fellini ricordava, in una sua ormai datata intervista, il sentirsi come obbligato nel dover  ricostruire ogni volta a Cinecittà l’idea della sua nazione, così da riuscire a vederla rinascere, anche solo nella finzione di un set cinematografico, con la stessa freschezza e la stessa “sorpresa” che la sua fantasia portava ad immaginarla come la descrive a suo dire, nel film capolavoro “Otto e mezzo” o in “Amarcord”. 

Mi chiedo spesso cosa potrebbe servire per cambiare e riportare a quello che deve ritornare ad essere la nostra amata Italia, salvandola da chi l’ha portata a cadere in simboliche sabbie mobili che inevitabilmente la stanno portando a sprofondare in special modo in ambito sanitario.

Una qualsiasi risposta deve assolutamente partire da un paio di punti che secondo me dovrebbero essere fermi. Il primo è che non si può più pensare che i problemi della sanità Italiana possano semplicemente essere risolti col solo accaparrarsi risorse economiche da distribuire a pioggia, senza capire invece quanto bisogno oggi ha la nostra comunità come necessità di ritrovare al più presto quelle competenze umane e professionali in termini di assistenza sanitaria ai cittadini che non può prescindere che da una una valida e nuova classe politica capace finalmente di farci sentire liberi nel nostro agire nell’area sanitaria.

E’ da qui che parte il mio dispiacere quando scrivo del sociale che mi circonda anche tenendo conto che ai numeri del fallimento, si contrappone una realtà ancora più complessa di quanto illustri osservatori miopi del nostro “sistema salute“ non vedono, in termini di assistenza ai cittadini e quindi in bisogno di salute di questa nostra amata Patria, non esiste più dal punto di vista appunto, economico sociosanitario.

Il secondo punto forse il più recente, sono le mancate promesse dateci in termini di assegnazione di competenze sanitarie che devono assumersi come onere e obbligo da chi guiderà in futuro la il nostro paese che ha il dovere di recuperare al più presto quel rassegnato “capitale umano/professionale” figlio della nostra terra, che altrimenti tenderà a ragione di scappare via rendendoci così orfani dei nostri migliori figli.

Basterebbero solo queste poche e banali riflessioni per giustificare il perché di questo mio scrivere oggi qualcosa sul sistema sanitario attuale, a cui però voglio aggiungere quella voglia, che quasi è diventato un dovere morale del movimento #Noisiamopronti, che è quello di voler  dar voce in poche righe a quello che resta dentro il cuore di ogni operatore sanitario che ama il suo lavoro, e cioè la speranza di veder maturare in senso professionale e quindi vedere risorgerci sotto una nuova veste ma soprattutto, dando uno strappo tanto concreto quanto deciso come rottura vera che possa liberarci da chi oggi ci guida privi di quelle competenze che ci sottraggono perfino quello che siamo per storia, tradizione e acquisite conoscenze scientifico culturale, che un tempo plasmò i nostri “vecchi” colleghi rendendoli sudditi bistrattati.

Il terzo e ultimo punto è frutto di questa disastrosa esperienza che dobbiamo sempre tenerla viva per non permettere a nessuno in futuro di avere facoltà di poter bloccare la nostra storia. Solo così facendo, quella che oggi è speranza, può trasformarsi in certezza se a guidarci legittimiamo persone competenti che non si possono più sottrarre a quel legittimo diritto che ha ogni singolo cittadino che è quello di vedersi legittimamente restituire tutto ciò che in questi ultimi anni in termini di assistenza alla salute, gli è stato indebitamente sottratto.

Gattuso Maurizio, Ambasciatore Calabria


 

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