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Oggi voglio fare i miei migliori auguri alla figura che in Italia non c’è, o se c’è, non esiste

Oggi voglio fare i miei migliori auguri alla figura che in Italia non c’è, o se c’è, non esiste.

Non è sbagliato infatti augurare “buona giornata INTERNAZIONALE dell’Infermiere”.

La disastrosa situazione italica è riuscita in pochi anni a distruggere ciò che faticosamente in venti anni si era riusciti a costruire e la trasformazione da collegio a ordine, pare, nonostante la fatica e le buone intenzioni, il disperato canto del cigno di una professione che non solo pare non voluta, ma addirittura fastidiosa ed ingombrante.

La giornata INTERNAZIONALE dell’infermiere è celebrata da (non tutti) gli Infermieri a “macchia di leopardo” e così anche l’italica società si accorge della ricorrenza solo per caso, o per qualche sparuta iniziativa.

Abbiamo bisogno di Infermieri? Sicuramente sì. Stando alle ricerche internazionali meno Infermieri si traduce, per i sistemi sanitari nazionali e per i cittadini, in un danno economico e umano ENORME: più tempo per guarire, più morti, più malattie, più cronicità…etc…

Attenzione, per chi non fosse del settore parlo di Infermieri: figure LAUREATE dopo 3 anni di corso universitario, il più delle volte con anche specializzazioni (non riconosciute in Italia).

Non parliamo di figure con corsi di 120 ore deputate a funzioni alberghiere e con un mansionario, senza alcun obbligo di aggiornamento: OSA, OSSS; OTA e le varie centinaia di figure alternative create all’uopo, senza alcuna formazione assistenziale specifica. Non parlo di figure del mondo volontaristico (quando non privato), con 200 ore di corso e corsi specifici DI BASE per l’emergenza extra ospedaliero, anche in questo caso senza obbligo alcuno di aggiornamento.

Sto parlando proprio di INFERMIERI, figure con un salario quasi uguale a chi debba fare solamente mansioni di rifacimento letti o assistenza di base.

Parlo di quella figura che in tutto il mondo più o meno evoluto è deputate ed unica responsabile dell’assistenza. Quella figura che, a pari dignità delle altre figure sanitarie: medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia etc… lavora in team per il Paziente.

Parlo di quella figura INDISPENSABILE nell’emergenza extra ospedaliera che in tutto il mondo civilizzato è autonoma, e per la quale TUTTE le società sia Italiane che Internazionali CONCORDANO riguardo protocolli avanzati e autonomia di intervento; le recenti competenze “avanzate” di qualche regione -pur un avanzamento in italia- farebbero ridere sia le società scientifiche di emergenza – urgenza, sia qualsiasi collega del mondo civilizzato.

Dunque in Italia? In Italia l’abbiamo già scritto: l’INFERMIERE NON ESISTE. L’infermiere, formato all’università in Italia, emigra. Va all’estero, lavora e fa l’INFERMIERE, non l’aiuto OSS; non il portacarrello del medico. In Italia le risorse, l’impegno, i soldi spesi per formare questa preziosa risorsa, li buttiamo semplicemente via. Li regaliamo all’Inghilterra, agli USA, all’Australia, alla Svezia, al Canada e a mille altri paesi che sanno semplicemente che l’Infermiere Italiano è preparatissimo, non trova lavoro, se lo trova viene stipendiato poco più che il personale deputato a spostare barelle oltre a non potere fare quel per cui è stato preparato a fare.

Cambierà? Gli orticelli difesi ad oltranza da certe figure- si veda quanto successo a Bologna, e più di recente in Friuli Venezia Giulia – sono indicativi di un percorso ben preciso, di una volontà ben precisa, confermata addirittura da certi articoli in progetto sul contratto nazionale di settore (peraltro non ancora approvato).

“Continuiamo così, facciamoci del male”, esporteremo Infermieri, laureati, preparati, bravi, ed inseriremo sempre più, con la scusa che “non ne prepariamo abbastanza” altre figure, silenziose, col mansionario, sicuramente meno fastidiose, ma non si dica che “sono la stessa cosa”.

P.F.

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