Vai a…
#noisiamoprontisu Google+#noisiamopronti on YouTube#noisiamopronti on LinkedInRSS Feed

26 maggio 2018

“Giornata mondiale contro l’ omofobia. Contro la violazione dei diritti: non girate la testa”


Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia. Siamo nel 2018 e i diritti di tutti gli esseri umani in quanto esseri umani dovrebbero essere garantiti. Eppure l’omofobia è ancora viva e vegeta e senza andare troppo distante ovvero in paesi dove ancora esiste la pena di morte per l’omosessualità restiamo in Occidente.

Restiamo in Italia.

A tutt’oggi la comunità lgbtqi subisce violenze, discriminazioni e bullismo da tutti i lati della società.

Questa violenza arriva anche , e mi duole ammetterlo, da persone che invece dovrebbero avere a cuore e tutelare la salute di tutti gli esseri umani. E mi rivolgo a voi cari colleghi e colleghe infermieri e professionisti sanitari, non girate la testa dall’altra parte o fate spallucce, la frase “anche io ho amici gay” non vi esula dalla vostra mancanza di responsabilità perché ho assistito personalmente a diversi di questi atti discriminatori.

Dalla semplice battutina omofoba (“si fa per ridere “ ma di cosa state ridendo?) al “mi scusi non può entrare perché non è un familiare “ detta al compagno o compagna del paziente, al chiedere “ ha mai avuto rapporti?”dando per scontato che questi rapporti siano eterosessuali, alla domanda insistente “è un uomo o una donna?” “Mi dispiace questo è solo per le donne/uomini” ad una persona transgender non ponendo mai accortezza che tali domande sono delicate e pensando che prima di tutto viene il paziente e il suo bisogno di salute.

Guardatevi dentro e tornate indietro con la memoria.

Pensate a quante volte avreste potuto porvi diversamente facendo sentire il paziente a proprio agio cambiando una sola parola.

Fatto? Bene.

Adesso, la buona notizia è che non è mai troppo tardi per accettare la diversità e rendersi conto che non è una privazione ma una ricchezza e ribadire il concetto che la salute è uno stato di benessere psicofisico e sociale e non solo assenza di malattia o infermità e che noi professionisti della salute, se vogliamo chiamarci tali, dobbiamo tutelarla sempre e comunque anche quando la persona non può farlo o la società lo impedisce.

#stophomophobia #stayhuman #nohatespeech #noisiamopronti

Lascia un commento

Altre storie daNotizie