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L’evoluzione della Professione prevista nell’Art. 12 del CCNL

Il 22 Maggio scorso, all’Aran, è stato siglato il nuovo Contratto Nazionale Collettivo del lavoro del Comparto sanità. Un contratto che non è stato in grado di ricompensa le tante aspettative degli Infermieri e dei professionisti sanitari italiani (LEGGI).

Durante il mese di gennaio 2018 il Movimento Nsp era infatti intervenuto con un’imponente raccolta firme per chiedere il riconoscimento della competenza  professionale che già da molti anni gli infermieri ed i professionisti sanitari esercitano di fatto sul campo (LEGGI).

Pochi, anzi pochissimi i soldi stanziati a supporto del rinnovo contrattuale.

Poche le novità rispetto al passato: organizzazione del lavoro, crescita professionale, sistema premiante rimangono elementi di contorno, sebbene si indichi la figura del professionista sanitario con competenze esperte e  la figura del professionista sanitario con competenze specialistiche:

  • infermiere “esperto” che ha “acquisito, competenze avanzate, tramite percorsi formativi complementari regionali ed attraverso l’esercizio di attività professionali riconosciute dalle stesse regioni” (art.16 comma 8).
  • infermiere “specialista” in possesso del master specialistico di primo livello di cui all’art. 6 della Legge n. 43/06 secondo gli ordinamenti didattici universitari definiti dal Ministero della Salute e il Ministero dell’Università, su proposta dell’Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie, ricostituito presso il MIUR con il decreto interministeriale 10 marzo del 2016 e sentite le Regioni (art.16 comma 7).   

 

Una indicazione quest’ultima che fa discutere. E a lanciare l’allarme è la Sen. Silvestro, che, nelle pagine di Nurse 24 scrive:  “Ad oggi risulta che uno solo dei master attivati in questi ultimi anni abbia ordinamenti didattici definiti dal Ministero della salute e il Ministero dell’Università MIUR. Si tratta del master universitario di primo livello in “Cure palliative e terapia del dolore” definito con Decreto ministeriale 4 aprile 2012 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 aprile 2012, n. 89 il cui incipit è: Il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il ministero della salute….  Ad oggi non risulta attivata alcuna interlocuzione del Ministero della salute e del MIUR su questo argomento, mentre è auspicabile che l’Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie ricostituito nel 2016 ponga all’ordine del giorno questa tematica e che implementi il numero degli incontri – che ad oggi risulta non essere particolarmente ricco – per trattarla” (LEGGI)

Una soluzione, quella dell’Infermiere Esperto e Specialista contenute nel Contratto molto diversa da quanto richiesto dalle 65mila persone che hanno sottoscritto le richieste del Movimento inviate all’Aran.

Nella proposta del NSP, infatti erano 3 i profili di competenza richiesti:

  • “competenze perfezionate” frutto dell’esperienza maturata e agita nei confronti dei cittadini e degli assistiti;
  • “competenze esperte” conseguenti l’effettuazione di master universitari di primo livello inerenti componenti o fasi del processo assistenziale o peculiari pratiche assistenziali settoriali (ad esempio: anestesia/analgesia, strumentazione e tecnica chirurgica, dialisi, wound care, case management, continuità assistenziale,  ecc.);
  • “Competenze specialistiche” conseguenti l’effettuazione di master di primo e secondo livello o del percorso di laurea Magistrale inerenti ampi ambiti clinico assistenziali in una delle aree di esercizio professionale già previste nella bozza di accordo sulle specializzazioni infermieristiche da sottoporre alla Conferenza Stato Regioni (area cure primarie – servizi territoriali/distrettuali; area intensiva e dell’emergenza/urgenza; area medica; area chirurgica; area neonatologica/pediatrica; area salute mentale e dipendenze).

 

Per non parlare poi della scelta, contenuta nel Contratto, di premiare gli infermieri specialisti con incarichi di Funzione. Sarebbero pochissime unità, per ogni reparto, a vedere il riconoscimento economico di tale funzione.

Commissione Paritetica – Un’altra novità, contenuta nel nuovo Contratto è l’attivazione di una Commissione Paritetica prevista all’articolo 12 allo scopo di avviare un processo di innovazione dell’attuale sistema di classificazione del personale (oggi il personale è suddiviso in categorie ABCD – gli infermieri ed i professionisti sanitari sono in D) e poter così individuare nuove soluzioni organizzative e contrattuali che consentano il pieno riconoscimento e valorizzazione della professionalità degli infermieri e delle professioni sanitarie in un contesto profondamente modificato negli ultimi 20 anni.

Ambizioso il compito affidato alla Commissione paritetica, che sarà formata da esperti designati dall’Aran ed esperti individuati dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto:

  • valutare/individuare linee di evoluzione e sviluppo dell’attuale sistema di classificazione
  • Una diversa articolazione e semplificazione delle categorie, dei livelli economici e delle fasce
  • Un’analisi delle attuali declaratorie, delle specificità professionali e delle competenze avanzate ai fini di una loro valorizzazione
  • Effettuare un’analisi di quali siano gli strumenti necessari a sostenere lo sviluppo delle competenze avanzate, e per riconoscere, su base selettiva, il loro effettivo accrescimento anche in relazione allo sviluppo della qualità dei servizi e dell’efficacia della risposta sanitaria e sociosanitaria
  • Rivedere i criteri delle progressioni economiche all’interno delle categorie
  • Valutare e verificare l’attuale sistema delle indennità in relazione all’evoluzione dei modelli di classificazione professionale

 

Davvero ambizioso e che rischia di non  essere vero. La Commissione, infatti, non è ancora stata insediata, sebbene i tempi, contenuti nel Contratto fossero molto chiari: la Commissione inizierà i suoi lavori entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto e finirà i lavori entro luglio. Ecco.

Adesso immaginiamo il rimbalzo delle responsabilità per la mancata definizione di quanto scritto nel Contratto. Ma ci chiediamo: un mese fa è stato firmato questo contratto. Cos’è cambiato in 30 giorni per non riuscire a dare corso a quanto sottoscritto dalle parti?

Per queste motivazioni e per rispettare la volontà di oltre 65 mila persone che hanno chiesto a gran voce il riconoscimento giuridico, contrattuale ed economico delle competenze specialistiche, il Movimento NSP ha scritto all’Aran LEGGI.

Noi vorremmo capire.

Rinnovo contratto: al via la raccolta firme del movimento #noisiamopronti

 

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