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Infermiere forense. A rischio il master perchè non riconosciuto dalla Fnopi. Dura reazione dell’Apsilef

Relazioni in corto circuito e alta tensione tra Fnopi e Apsilef (Associazione professioni sanitarie italiane legali e forensi).

La causa? Il protocollo d’intesa tra Fnopi, Consiglio nazionale forense e Consiglio superiore della magistratura (http://www.fnopi.it/attualita/intesa-tra-infermieri-magistrati-e-avvocati-per-gli-albi-di-periti-e-consulenti-tecnici-id2461.htm) per delineare come la Fnopi possa concorrere all’attuazione delle linee guida per l’armonizzazione dei criteri e delle procedure di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici.

Tra gli elementi di valutazione affinchè gli infermieri possano accedere agli albi di Perito e di Consulente tecnico nei tribunali della Repubblica, non è in alcun modo previsto – neanche come titolo preferenziale – il possesso del master di 1’ o di 2’ livello in infermieristica legale e forense.

Si richiede la laurea magistrale ma non si riconosce il master in infermieristica legale e forense acquisiti da numerosissimi infermieri.

È la morte degli infermieri legali e forensi”, dice la Presidente dell’Apsilef Mara Pavan. “È un pessimo segnale per il riconoscimento delle competenze specialistiche per tutti coloro che sostengono e attendono il riconoscimento delle ulteriori competenze acquisite con specifici percorsi formativi universitari” dicono molti infermieri impegnati nella quotidianità assistenziale. È un segnale che disincentiva i professionisti infermieri ad intraprendere ulteriori percorsi formativi universitari.

In questo modo la professione non avanza, regredisce.

Questa decisione va contro tutto quello che è stato sostenuto e che è stato un faro in tutti questi anni: formazione di base e post base e manutenzione delle capacità e competenze con la formazione. 

La laurea magistrale in questa fattispecie è la classica foglia di fico. Non si vogliono valorizzare percorsi formativi specifici. 
Master, dottorati ecc a che servono?

Quali le motivazioni di tale dissennata scelta? È il caso di riflettere fin da subito se questa è la strada che vogliamo venga assunta dagli Ordini provinciali riuniti nella Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche.

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