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“Se avete il Master, DIFENDETE il Vostro diritto (secondo la legge 43/2006) di essere SPECIALISTI”

Infermiere forense. A rischio il master perché non riconosciuto dalla Fnopi. Proprio la stessa Federazione propone i Master che adesso disconosce (LEGGI).

Il percorso formativo post-base che un infermiere può intraprendere è flessibile e può svilupparsi nel corso dell’intera vita professionale.

I master universitari vengono organizzati seguendo le disposizioni del DM n°270 del 22 ottobre 2004 e comprendono percorsi di formazione di primo livello (successivi alla Laurea Triennale in Infermieristica) e di secondo livello (accessibili solo dopo aver ottenuto la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche).
I master di primo livello e di secondo livello consentono di acquisire crediti formativi universitari (si ricorda che un master prevede l’acquisizione di 60 crediti, equivalente a 1.500 ore) e possono essere ad orientamento clinico, organizzativo, didattico/formativo o di ricerca. [Fonte www.fnopi.it]

Nel 2005, il Comitato Centrale della Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi, pubblicò le LINEE GUIDA PER IL MASTER DI PRIMO LIVELLO METODOLOGIA E ANALISI DELLA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE AREA DI ESERCIZIO PROFESSIONALE DELL’INFERMIERISTICA LEGALE.

LINEE GUIDA PER IL MASTER_IPASVI 2005Download

In questi anni si sono formati con il master tanti professionisti, ma da Oggi saranno a spasso, dopo la decisione della FNOPI nell’accordo con CNF e CSF. Se fino a pochi mesi fa bastava un corso di 40 ore per Opi Firenze, dal 20 settembre 2018, occorrerà la laurea in Scienze infermieristiche ed ostetriche per poter apporre la candidatura negli Albi dei periti e dei Consulenti tecnici. Mentre chi ha formazione post-base con il Master in infermieristica legale e forense non rientra nel requisito per svolgere attività nei tribunali.

Protocollo_intesa_CNF_CSM_FNOPI_ 2018Download

Eppure, nei corsi di laurea in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, si evince una preparazione fondata sulle competenze manageriali aziendali, didattiche e di ricerca; non sono presenti le discipline che insegnino la materia giuridica in maniera tale da scavalcare un percorso di 60 CFU con tirocinio specifico.

I possessori del master, si domandano se ne è valsa la pena compiere sacrifici per acquisire le competenze specifiche dell’infermieristica legale e forense, competenze che oggi non solo non sono riconosciute, ma eliminate del tutto dai requisiti per l’esercizio in tribunale.

“Se avete il titolo di master, DIFENDETE il Vostro diritto (secondo la legge 43/2006)  di essere SPECIALISTI.”

Mara Pavan, Presidente APSILEF.

I professionisti iscritti all’Ordine chiedono motivazioni per cui FNOPI ha deciso di firmare un accordo tale che non preveda criteri di inclusione di chi possiede i titoli fin ora presi in considerazione e ritenuti validi per l’espletamento della consulenza tecnica e della perizia, SENZA AVER consultato le associazioni di categoria e coinvolgendo gli OPI provinciali.

“APSILEF ha già scritto e agirà presso tutte le sedi opportune. Come singoli, dobbiamo porre queste domande alla stessa Federazione e OPI a cui siamo iscritti. Scrivete, vi è stato insegnato che è ciò che rimane. Ciò che non è scritto non è stato fatto e vale per tutto.” – afferma con fermezza Mara Pavan.

Probabilmente FNOPI ha compiuto con il gesto di ieri una scelta “azzardata”, fintanto che non esistono e non esisteranno le lauree magistrali in Scienze infermieristiche ed ostetriche orientati nelle sei aree specialistiche che Annalisa Silvestro individuò insieme al suo gruppo di esperti del settore [vedasi: “Evoluzione delle competenze infermieristiche” documento approvato dal C.C. della FNC IPASVI del n.79/2015]. Inoltre, il giorno che saranno mutati i percorsi formativi post-base, occorrerà prender in considerazione tutti i professionisti che hanno conseguito il titolo posseduto secondo precedente percorso formativo.

“In questo modo la professione non avanza, regredisce.” #noisiamopronti

Il Movimento #noisiamopronti non è d’accordo con la decisione intrapresa ieri dalla Presidente FNOPI Mangiacavalli, e ricorda la necessità di rivedere il sistema di classificazione attuale (fasce e livelli contrattuali) , introducendo un sistema che riconosca e valorizzi le competenze perfezionate, esperte e specialistiche.

#Noisiamopronti continuerà con le proposte, in coerenza con quanto è descritto nella lettera sottoscritta da decine di migliaia di persone che è stata inviata all’Aran ad inizio anno 2018.

Proposte di #noisiamopronti

Nel frattempo, la reazione generale dell’intera Professione è di stupore; ecco alcuni tra i tanti commenti pervenuti di fronte alla notizia pubblicata ieri nelle pagine della Federazione:

Dimenticando la formazione del passato e del presente, si scredita il valore aggiunto della formazione, disincentivando i professionisti a formarsi perché si domanderanno se un giorno titolo guadagnato con sudore tra un turno e l’altro di lavoro, pagato a mie spese (non due spiccioli), sarà ancora valido per poter esercitare sul campo le competenze specialistiche acquisite.”

Oggi secondo FNOPI, a differenza di quanto dichiarato in precedenza, un infermiere con LM ha le capacità per eseguire perizie e chi ha frequentato un Master specifico, con tirocinio collegato, viene inserito in un elenco ti serie B. Quindi non verrà mai chiamato!”

Si tiri su la testa e si dica cosa pensano gli Infermieri, soprattutto quelli Legali e Forensi che oggi sono stati dichiarati defunti.”

Auspichiamo che tutti i singoli professionisti, le associazioni di categoria, i presidenti OPI provinciali, interroghino il Comitato Centrale per far revisionare tale emendamento.”

I LAUREATI MAGISTRALI NON POSSONO COORDINARE MA POSSONO ESSERE CONSIDERATI SPECIALISTI FORENSI. QUALCOSA NON QUADRA”
(C.F.)

Infermiere forense. A rischio il master perchè non riconosciuto dalla Fnopi. Dura reazione dell’Apsilef

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