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Siamo infermieri, non siamo altro e non vogliamo esserlo

Vi spiego com’è fare l’ infermiere oggi. Ve lo spiego non per supponenza, ma perché è ormai chiaro che in tanti, nella società, non ne hanno un’idea. E ciò è sempre più evidente dai numerosi articoli di giornale e trasmissioni televisive dove la figura dell’infermiere è sempre più bistrattata.  Penso che sia giusto invece che lo sappiano in tanti, non dico tutti, è utopico, ma tanti sì, lo devono sapere in tanti.

Per fare l’infermiere oggi in Italia è necessaria una laurea. Significa che ogni ragazzo o ragazza che vuole iniziare il corso di studi in infermieristica se non altro è diplomato, scusate se lo sottolineo, ma è importante, perché di ragazzi che non si diplomano oggi ce ne sono ancora tanti.

I diplomati che scelgono una professione sanitaria come quella dell’infermiere, devono superare un test d’ingresso per iscriversi al percorso universitario scelto. Superato il test davanti a loro i ragazzi hanno 3 anni di lezioni obbligatorie spesso mattina e pomeriggio, tirocinio, sessioni d’esame, concatenati nel tempo e nei fatti. Molti esami sono legati tra loro, propedeutici: se non se ne supera una parte, è necessario ripetere l’esame, se non se ne supera uno, non si può procedere con l’esame successivo ecc. Per capirci: magari ad inizio giugno terminano le lezioni, il 5 giugno si inizia il tirocinio (alcuni con turni) che termina il 15 luglio, e il 20 luglio iniziano gli esami. Non uno o due, tutti quelli della sessione, quindi 5 esami da dare in circa 10 giorni, perché poi si va in ferie e si riprende ad inizio settembre con esami e tirocinio, per poi riprendere poco più in là le lezioni.

E pensate che lo studente in infermieristica si possa concedere un mese intero di relax? E no, perché una materia a settembre la lasci quasi sempre, perciò quando ti rimangono 10 giorni è più che oro colato.

Quando finalmente al termine dei tre anni si supera l’esame di stato e si discute la tesi venendo proclamati dottori in infermieristica, lì inizia il bello. Solo poco tempo fa si è sbloccato il sistema concorsuale, fermo da anni, che ha ricevuto in massa per ogni concorso migliaia e migliaia di infermieri: 1 posto per 14.000 iscritto a Bologna, 1 posto per 10.000 iscritti Estar Toscana, 1 posto per 5.000 in Liguria e così via. Mamme con tiralatte, ragazzi appena laureati, infermieri con anni di esperienza nel privato… si perché alcuni hanno avuto la fortuna di trovare posto nel privato per lavorare. Un’ Italia di infermieri in movimento

Per esercitare la professione, sia nel pubblico che nel privato o come libero professionista è necessario essere iscritti all’Albo tenuto dagli Ordini Professionali, pagando annualmente la propria quota d’iscrizione. Per legge è inoltre necessario avere un’assicurazione personale, anche questa da pagare annualmente.

Quando si lavora nel SSN si è esercenti pubblico servizio: si è responsabili non solo delle proprie azioni, ma di come quelle azioni possono ricadere sull’intero sistema. Facendo gli infermieri ci si interfaccia continuamente con molti altri professionisti sanitari e operatori sanitari (eh sì, c’è differenza tra professionista e operatore).

L’infermiere è responsabile dell’assistenza generale infermieristica. L’assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa. 

L’infermiere:

  • partecipa all’identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività;
  • identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formula i relativi obiettivi;
  • pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico;
  • garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche;
  • agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali;
  • per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto;
  • svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e nell’assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale.

Profilo Professionale (DM 739/94), Ordinamenti didattici e Codice Deontologico sono i riferimenti per l’esercizio professionale. Questi documenti sono a disposizione di tutti. Non capisco come ancora ci possa essere confusione. Non siamo medici, non siamo oss.

Siamo infermieri, non siamo altro e non vogliamo esserlo.

Olimpia Nativi, Ambasciatore del #Noisiamopronti

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