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Dai protocolli del 118 ai vaccini. Così si alimenta la disaffezione dei cittadini

Dopo la recente bufera su Giancarlo Pizza, presidente dell’Ordine dei medici di Bologna che ha firmato una prefazione a un libro che critica la legge sull’obbligatorietà dei vaccini introdotta dall’ex ministro della Salute Lorenzin per i bambini che vanno a scuola (LINK), il pensiero ritorna, inevitabilmente, alla vicenda dei protocolli infermieristici del 118 utilizzati a Bologna.

Ottobre 2015. L’Ordine dei medici di Bologna avvia dei procedimenti disciplinari nei confronti di alcuni medici che avevano firmato dei protocolli infermieristici da utilizzare nel sistema dell’emergenza territoriale 118. Gli infermieri, per il presidente Pizza non “erano pronti” ad assistere in autonomia le urgenze nel sistema del 118.

Quella vicenda, che tanto dibattito creò per diversi mesi, si concluse con la sospensione per sei mesi dall’Albo (una delle pene massime dal punto di vista della disciplina deontologica) di 9 medici della Ausl di Bologna, tra i quali il Direttore del Dipartimento dell’Emergenza Giovanni Gordini ed il Direttore Sanitario Fioritti.

Da stessa vicenda – ricordiamo – nasce il Movimento #Noisiamopronti a sostegno delle competenze specialistiche degli infermieri e dei professionisti sanitari (LINK). 

Dopo i protocolli ecco che viene fuori la questione dei vaccini. “Si ai vaccini – sostiene il presidente dei medici bolognesi – ma non all’obbligo”. Un pò come dire: si alle cinture di sicurezza, ma non dobbiamo essere obbligati ad utilizzarle”.

Businessman on blurred background holding hand drawn question marks

Queste affermazioni iniziano a stancare. E preoccupano.

Ieri i protocolli, oggi i vaccini, utilizzati come strumenti di discussione politica ed alimentano la sfiducia nei rapporti tra i professionisti sanitari, le istituzioni sanitarie ed il cittadino.

Il Sistema Sanitario deve avere una funzione fondamentale di garanzia nei confronti dei cittadini. Gli stessi debbono avere la certezza che ogni nostra azione, ogni nostro pensiero è finalizzato al loro bene, alla loro sicurezza.

Io non delego a nessuno le scelte sulla vita mia e di chi mi è caro”. Questo è l’atteggiamento conseguente e che guida le prese di posizione di un numero sempre più crescente di cittadini e porta a premiare le notizie (vere o false, poco importa) che giustificano la mia posizione, in un spirale quasi infinita.

Di tutto questo, tutti Noi, ne dobbiamo essere consapevoli. 

Io non delego a nessuno le scelte sulla vita mia e di chi mi è caro” questo è l’atteggiamento di fondo che guida le prese di posizione e porta a premiare le notizie (vere o false, poco importa) che giustificano la mia posizione.

Anche in sanità questo atteggiamento inizia a produrre conseguenze e tutti Noi, a qualsiasi livello, dobbiamo farci carico delle responsabilità che ne conseguono.

essere uno strumento proiettato verso il bene primario del cittadini. I vaccini, come i protocolli infermieristici, vengono oggi utilizzati per difendere una visione arcaica

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