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Oggi sono orgogliosa di poter affermare: SONO infermiera!

Sono Ilaria, ho 22 anni e sono infermiera. Sì sono infermiera e non “faccio l’infermiera”.

Quando le persone mi chiedono “cosa fai nella vita?”, io rispondo “Sono infermiera”, loro mi correggono “fai l’infermiera” io allora sottolineo “ no no, io SONO infermiera”. ESSERE infermiere vuol dire: indossare una divisa intrisa di valori, di saperi, di conoscenze scientifiche, tecniche e comunicative. ESSERE infermiere significa: assistere, derivante dal latino “adsistere”, stare accanto, ovvero prendersi cura della persona nella rete di relazioni in cui è inserita.

I primi contatti con le strutture sanitarie, di cui ho ricordo hanno inizio cinque anni fa quando andavo a trovare mio nonno prima in casa di riposo poi in ospedale, in quei momenti che trascorrevo con lui ho incontrato molti infermieri che hanno dimostrato cosa significa essere infermieri. Finita la quinta superiore mi sono iscritta all’Università, riuscendo a superare un test un po’ difficile dal punto di vista delle materie scientifiche, poiché avevo appena concluso il Liceo delle Scienze Umane. Dopo qualche mese di lezioni iniziai il mio primo tirocinio. Ero stata assegnata al reparto di medicina interna.  Catapultata in un mondo che fino ad allora avevo visto fino ad ora solo la punta dell’icerberg, un mondo bellissimo, con numerose cose da imparare, mi sono sentita nel luogo giusto al momento giusto, fiera di indossare la divisa da tirocinante.

Dopo quel tirocinio affrontai la seconda operazione alla tiroide a causa di un carcinoma diagnosticato qualche mese prima. L’affrontai con molta più serenità della prima, perché avevo potuto osservare più da vicino cosa si nascondesse dietro quel giro visite, dietro quel giro di terapia, dietro quelle divise con il colletto blu tanto desiderate da noi tirocinanti. Poi venne un altro tirocinio, un’ estate bellissima, e poi un altro periodo di lezioni, per poi finalmente arrivare al primo tirocinio del secondo anno. Fui assegnata al reparto di ortopedia e traumatologia pediatrica.

La mia mente dipinse quel reparto come un luogo pieno di bambini “urlanti e fratturati” e con tantissime urgenze che arrivavano, ma non fu così. Dopo il primo giorno trascorso lì piansi perchè era totalmente diverso da come avevo immaginato. Invece mi sbagliai, andando avanti nei giorni fu uno dei tirocini più belli. Fu in quel reparto che respirai l’essenza dell’ ESSERE infermiere. Poi ho fatto altri tirocini, come il servizio infermieristico domiciliare, la chirurgia generale, e la terapia intensiva.

Il 22 novembre 2018, si è avverato il mio sogno, ho ricevuto la il titolo di “dottore in infermieristica”. Il 23 novembre ho presentato la mia domanda di iscrizione all’Ordine degli Infermieri, e ho provato una sensazione di gioia immensa poichè sapevo di entrare a far parte di una nobile e bellissima professione. Nonostante tutte le fatiche, come l’affrontare due operazioni e una diagnosi come quella di carcinoma a 19 anni, è stato possibile raggiungere questo mio primo traguardo grazie a tutte le persone che hanno creduto in me. Dopo questa laurea mi piacerebbe frequentare un master in ortopedia e traumatologia, uno in coordinamento e la laurea Magistrale.

A tutti i giovani infermieri, voglio dire di credere nei loro sogni e nei loro progetti, di fissare dei punti di arrivo e di partenza, di puntare al vostro massimo sogno, il più in alto possibile. Questa esperienza, durata tre anni, mi ha dimostrato che nulla è impossibile, bastano la costanza, l’impegno e lo studio, e ogni traguardo diventa raggiungibile.

Per quanto riguarda la professione infermieristica ho dei sogni, forse utopistici. Mi piacerebbe che gli infermieri insegnassero nelle scuole elementari, per esempio quando e per che cosa recarsi in Pronto Soccorso, oppure quali informazioni dare quando si chiama un’ambulanza, o ancora che gli infermieri salissero su tutte le ambulanze o che gestissero con protocolli ben definiti i Codici bianchi o verdi nei Pronto Soccorso. Dal 1974, passando per il 1999 o per il 2006 o il 2018 abbiamo fatto passi incredibili, ma chissà se un giorno impareremo a saltare? Oggi però, nonostante tutto, sono orgogliosa di poter affermare: SONO infermiera!

Ilaria Tumiatti

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