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9 italiani su 10 si affidano al “dottor Google”. Attenti alle bufale

Nove italiani su dieci cercano online informazioni sulla salute e ben il 44% crede che affidarsi a «dottor Google» sia «poco o per nulla rischioso». Mettersi al riparo dalle false informazioni è una necessità percepita dagli stessi internauti, a giudicare dal successo dei numerosi decaloghi di buone norme per non farsi ingannare.

L’ultimo decalogo, in ordine di tempo, è stato lanciato in occasione della speciale edizione di #MeetSanofi dal titolo «Social Health, istruzioni per l’uso» svoltasi a Riccione in occasione del meeting «Home of Therapies» che ha riunito oltre 350 infermieri. Lo riportiamo di seguito.

 

1)Le fonti prima dei contenuti

È importante verificare le fonti, per capire chi sta offrendo quella specifica informazione. Meglio affidarsi a siti istituzionali o ufficiali, che garantiscono autorevolezza e rigore scientifico.

2)Il dottor Google non è laureato in medicina

Non dimenticare mai che la ricerca su Google spesso porta in primo piano contenuti personalizzati in base a ciò che Google sa di noi o siti che vantano molte visite per motivi non sempre legati alla loro autorevolezza.

3)Blog e forum: belle storie, poca scienza

Su blog e forum si possono trovare storie di pazienti e racconti di familiari che suscitano empatia e coinvolgono emotivamente. Da leggere con occhio critico.

4)Sempre chiedere la data

La data di pubblicazione di un articolo è importante. A volte notizie vecchie di anni vengono nuovamente condivise da siti o blog per motivi spesso strumentali in modo da ottenere molte visite.

5)Ho cercato i miei sintomi: sto per morire

Quando si cercano sintomi o condizioni patologiche sul web, spesso si innescano meccanismi psicologici che portano a porre più attenzione alle informazioni negative. Importante leggere con senso critico e affidarsi sempre al medico.

6)Più è facile, meno è affidabile

Se un sito propone soluzioni facili o rimedi universali, è probabile che sia poco affidabile. Ogni paziente è differente (in base a età, sesso e caratteristiche fisiche) e richiede un percorso di cura personalizzato e specifico, che solo il medico può indicare.

7)Lo dice Las_Tampa!

Anche per i contenuti con migliaia di condivisioni sui social vale la regola delle fonti. Spesso i siti che condividono notizie costruite ad hoc per raccogliere like e condivisioni usano nomi simili ai più importanti quotidiani (es. «Corriere della Serra» o «Fatto Quotidaino»).

8) Complottisti della salute: no grazie

Capita spesso di incorrere in siti e blog che pubblicano notizie catastrofiche relative a farmaci, patologie o inquinamento ambientale con effetti sulla salute. Queste notizie spesso sono create apposta per generare condivisioni e non hanno alcun fondamento scientifico.

9)Farmaci online: solo sui siti sicuri

Attenzione alla vendita dei farmaci online da parte di siti non ufficiali e non autorevoli. La vendita attraverso il canale digitale è riservata ai farmaci da banco e il sito deve essere autorizzato alla vendita dei farmaci online: si può verificare questo requisito grazie al bollino di sicurezza.

10)Basta: mi affido ad un professionista!

Medici, farmacisti, infermieri e gli altri professionisti della salute devono restare i principali punti di riferimento per decidere in materia di salute. Cercare informazioni può essere utile per saperne di più, ma sulla scelta di un percorso di cura o assistenziale solo il professionista può fornire informazioni corrette e ponderate.

Fonte www.lastampa.it

Redazione #noisiamopronti
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