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A Jurassic World è reato se l’Infermiere scrive “Dottore” nel cartellino

“E’ indispensabile informare i cittadini che quando un infermiere porta sul cartellino di riconoscimento la scritta dottore/dottoressa e si fa chiamare di conseguenza, si rende responsabile, assieme all’amministrazione ospedaliera e ai dirigenti medici responsabili di un grave reato che impedisce ai pazienti di esercitare il loro diritto di controllo dell’iter di cura a loro prestato e delle eventuali azioni legali collegate. Massimo rispetto per tutte le professioni ma ognuno faccia il proprio mestiere: quello per cui ha studiato ed e’ preparato a svolgere. Nulla di piu'”. 

Matteo Piovella, Presidente di Soi (Società Oftalmologica Italiana) 

(leggi l’articolo completo su Quotidiano Sanità link)

Imbarazzante. Non potremmo definire diversamente questa presa di posizione.

E dire che dovrebbe essere semplice comprendere ciò che ormai è prassi in Italia: i laureati assumono il titolo di “Dottore”. Lo ricordiamo, per comodità.

In Italia, confermando un regio decreto del 1938 che attribuisce il titolo di dottore ai laureati, il D.M. 270/2004 del settembre 2004 ha definitivamente stabilito le diverse specificità della qualifica di dottore corrispondenti ai relativi livelli di studio universitari:

  • Il titolo di Dottore spetta ai laureati che abbiano conseguito o la laurea in un corso di studio universitario di primo ciclo (con durata triennale) o il diploma universitario in un corso della stessa durata (Legge n. 240/2010 art. 17 comma 2 Riforma Gelmini).
  • Il titolo di Dottore magistrale spetta a chi abbia conseguito la laurea magistrale attraverso un corso di studio universitario di secondo ciclo (con durata biennale) o in un corso di studio universitario a ciclo unico (con durata quinquennale, come per Architettura, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria edile-architettura e Veterinaria, oppure con durata esennale, come nel caso di Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria).
  • Il titolo di Dottore di ricerca spetta ai titolari del dottorato di ricerca, che si consegue a seguito di studi universitari di terzo ciclo aventi durata di almeno tre anni, dopo il conseguimento di una laurea magistrale.

In sintesi il sistema universitario italiano prevede tre livelli di istruzione:

  • la Laurea, al termine della quale si diventa dottore (dott.) che permette di lavorare sia in enti pubblici che privati;
  • la Laurea magistrale (di durata biennale) o la Laurea magistrale a ciclo unico (di cinque o sei anni) al termine delle quali si diventa dottore magistrale (dott. mag.) e che permette l’insegnamento in scuole primarie e secondarie sia pubbliche che private;
  • il Dottorato di ricerca (di durata almeno triennale) al termine del quale si diventa dottore di ricerca (dott. ric., internazionalmente Dr. o Ph.D.). Il conseguimento di questo terzo livello di studi costituisce corsia preferenziale per l’insegnamento universitario.

Che dire, per concludere?

L’infermiere è quindi Dottore in Infermieristica. E parafrasando Luigi Pirandello aggiungiamo: “Così è (se vi pare)”.

 

Redazione #noisiamopronti
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