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Competenze avanzate. In Veneto i primi Infermieri Responsabili di Centrale Operativa Territoriale

Le competenze avanzate sono realtà quando la politica e la professione trovano un terreno comune da coltivare. Agli Infermieri responsabili delle Centrali Operative Territoriali vengono anche riconosciute Posizione Organizative. Quindi riconoscimento non solo della funzione ma anche economico.
Complimenti alla rappresentanza professionale del Veneto per i risultati ottenuti.
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La sanità veneta investe sulla professione infermieristica e ne valorizza il ruolo anche nelle posizioni organizzative e di coordinamento, sempre più strategiche per la continuità delle cure tra ospedale e territorio. Ne è prova l’istituzione delle COT, le Centrali operative territoriali, innovazione introdotta dall’attuale Piano sociosanitario regionale, che hanno sinora garantito in Veneto migliaia di ‘transizioni’, cioè di passaggi diretti – con accompagnamento sanitario – dall’ospedale alle strutture intermedie o alle cure domiciliali, e viceversa, per altrettanti pazienti in condizioni di grande fragilità, in particolare anziani e persone con disabilità.

Oggi a palazzo Balbi l’assessore regionale alla Sanità ha consegnato gli attestati di fine corso ai primi 22 ‘responsabili di Centrale operativa territoriale”, ‘laureati’ sul ‘campo’, alternando lo svolgimento diretto delle loro competenze con il percorso formativo svolto dalla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica.

“Siete una figura professionale strategica – ha sottolineato l’assessore Coletto – alla quale è affidata la responsabilità organizzativa di una delle strutture più innovative previste dal piano di riorganizzazione della sanità veneta, secondo un modello di continuità assistenziale che sta facendo scuola in Italia, al quale sta guardando con interesse anche il ministero della Salute”.

“La Centrale operativa territoriale è la struttura della continuità –ha ricordato l’assessore Coletto – L’abbiamo inventata qui in Veneto, come ‘chiave di volta’ nell’organizzazione del sistema ospedale-territorio per evitare rimpalli tra strutture e servizi, ed evitare che la persona sia lasciata in balia di sé stessa o, al più, lasciata da sola con la sua famiglia. Ogni mese le COT del Veneto gestiscono oltre 3 mila transizioni: sono numeri importanti, dietro ognuno dei quali c’è una persona in condizioni di grande fragilità e una famiglia in difficoltà”.

“La sanità sta cambiando e di fronte alla sfida demografica e a quella tecnico-scientifica deve innovarsi profondamente – ha concluso Coletto – Nell’affrontare questa sfida, la Regione Veneto ha deciso di investire in particolare sulla professione infermieristica, affidandole ulteriori e importanti compiti, convinti che possa garantire al meglio la presa in carico e la continuità di cure alla persona nei diversi passaggi del suo percorso terapeutico”.

 

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