Approfondimenti

Droni da trasporto, di defibrillatori

 

Sembra un tema fantascientifico ma la tecnologia è disponibile. E se la volontà di applicarla passa dalle istituzioni, tra gli esperti già se ne parla da un anno.

Al convegno sulla Cardiologia ospitato all’Unione Industriale, c’è stato spazio anche per i droni. 

Droni da trasporto: di defibrillatori. L’ultima frontiera della tecnologia applicata alla Sanità: nello specifico, per garantire una risposta tempestiva nei casi di arresto cardiocircolatorio.

La sessione era quella dedicata alla “morte improvvisa”. «Solo in Italia, ogni anno, 50 mila persone muoiono improvvisamente, vale a dire più di 130 morti al giorno, senza che si possa intervenire – ha spiegato il professor Fiorenzo Gaita, direttore della Cardiologia delle Molinette.

E’ una grossa battaglia, che si cerca di portare avanti con vari mezzi. Forse non tutti sanno che tra i Paesi occidentali l’Italia, con poche altre nazioni, è all’avanguardia nella prevenzione della morte improvvisa con un 90% di riduzione della mortalità negli atleti sottoposti a screening adeguato.

Obiettivo: prevenire l’evento in soggetti predisposti, ad esempio pazienti con malattie genetiche che possono condurre ad aritmie maligne e a morte improvvisa anche nei giovani».

Ma un conto è la prevenzione, altra cosa intervenire quando il soggetto va in arresto cardiaco. Qui potrebbero entrare in gioco i droni. «Il rischio cresce con l’età – precisa Gaita -: il 30 per cento degli infartuati va incontro a morte improvvisa, non arriva nemmeno in ospedale».

Ora: è vero che la rete dei defibrillatori diventa sempre più capillare, con corsi per insegnarne l’utilizzo anche al cittadino; ottimo il progetto regionale di una “app” dedicata, scaricabile sul telefonino, per permettere ai soccorritori di trovare l’apparecchio più vicino (leggi).

Ma sul fronte organizzativo, si è dibattuto al convegno, c’è ancora molto da fare per rispondere ad una sfida che mediamente si gioca nel giro di cinque minuti.

L’ultima idea è quella “modello Amazon”, con riferimento all’impiego dei droni per recapitare direttamente a domicilio i prodotti ordinati dai clienti. L’accostamento può sembrare improprio, ma rende l’idea: in caso di un arresto cardiaco, per esempio in casa, parte la chiamata al servizio del 118, che a sua volta attiva il drone munito di defibrillatore per garantire un intervento mirato e tempestivo.

È solo uno dei temi dibattuti durante le Giornate Cardiologiche Torinesi: l’occasione per discutere i risultati e le ricerche tra i maggiori esperti europei provenienti da Stati Uniti, Germania, Francia e Svizzera. I numeri rendono l’idea: oltre 600 partecipanti tra medici ed operatori, 100 relatori, innumerevoli temi affrontati.

Fonte La Stampa

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