Domenicale

Il Domenicale: “Concorsi per infermieri, tra bufale e tristi realtà…”

E’ ormai all’ordine del giorno leggere articoli di giornali o visionare servizi televisivi trasmessi da numerosi tg nazionali in cui vengono mostrati e spesso intervistati diverse migliaia (spesso decine di migliaia) di infermieri, i quali provengono da tutta Italia e spesso anche dall’Estero per partecipare a un concorso pubblico. Migliaia di professionisti laureati, abilitati, iscritti al proprio collegio professionale, spesso con notevoli esperienza in specifici ambiti di esercizio professionale, sottoposti ad estenuanti prove presso palazzetti dello sport, dove solitamente vengono tenuti mega concerti o mostre internazionali… ma cosa si nasconde dietro questo mondo concorsuale??

Dietro ogni concorso giuridicamente dovuto per poter entrare nel pubblico impiego, si muovono e non sempre alla luce del sole figure più o meno organizzate che offrono servizi di diversa natura per coloro che si affacciano o tentano di affacciarsi al mondo del lavoro.

I movimenti iniziano fin da quando vengono pubblicati dalle Aziende i bandi con date e luoghi delle prove. Immediatamente dopo sorgono come funghi decine di aziende, organizzazioni e quant’altro che come Caronte nella Divina Commedia accompagnano i poveri infermieri oltre la sponda del fiume (prova concorsuale) con l’agognato obiettivo dell’inserimento a tempo indeterminato nel SSN.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta che i professionisti superano quella che, concorso dopo concorso, diventa una vera e propria organizzazione maniacale fatta di:

  • cambi turni: spesso i partecipanti sono precari di aziende operanti sia nel settore pubblico che privato;
  • permessi: spesso negati per partecipare ai concorsi pubblici in quanto le aziende già in carenza di unità infermieristiche fanno molta fatica a privarsi anche per diversi giorni (solitamente due) di diverse unità infermieristiche;
  • distacco dalle famiglie con la speranza di tornare vincitori,

 

si apre un altro mondo che nasce e si nutre grazie a delle semplici domande che ogni professionista si pone, ovvero: “Cosa devo studiare per prepararmi al meglio? Da quale libro devo migliorare la mia preparazione in vista delle prove? Quale metodo di studio devo utilizzare?”.

Per rispondere a queste domande vengono in soccorso organizzazioni, aspiranti professoroni e perfino collegi provinciali rappresentanti la professione che a suon di denari (richiesti!) provano a dare una risposta a questi dubbi amletici che attanagliano il professionista.

 

Sono nate diverse case editrici che stampano libri con banche date specifiche a cui attingere per la propria preparazione in vista delle prove (basti vedere in giro sul web o su o su siti di e-shopping). Alcune case editrici pur di attirare il candidato creano un pacchetto di libri specifico per il singolo concorso vendendo, in questo modo, non solo un singolo volume ma più volumi che vengono spacciati, in maniera spesso subdola, come i libri di preparazione per il concorso specifico. Non è infrequente che poi il candidato si trovi, il giorno della prova, davanti all’amara sorpresa e alla triste realtà che magari da quel testo l’azienda che bandisce il concorso ha  preso solamente qualche domanda o peggio ancora neanche una. È, fra l’altro, da sottolineare che spesso le Aziende che bandiscono i concorsi sono Aziende universitarie che elaborano autonomamente i test per le prove. D’altronde per affrontare le prove concorsuali non basta inglobare le risposte giuste ma è utile usare il ragionamento, il pensiero critico e spesso il problem solving, elementi che accompagnano l’infermiere ad essere un professionista ideale e vincente.

 

Negli ultimi tempi agli infermieri è perfino capitato di incrociare nella propria strada degli “autoproclamatisi” esperti di preparazione ai concorsi pubblici dai quali, invece, poco apprendono se non dei consigli spesso farlocchi che servono solamente a correre un rischio altissimo di essere immediatamente allontanati dalla sede concorsuale venendo, oltretutto, etichettati davanti a migliaia di aspiranti colleghi di lavoro come “furbetti” che non rispettano le regole del gioco.

Spesso nascono dei gruppi specifici nei social network più conosciuti (Facebook in primis) nella quale la quasi totalità dei candidati può ricevere informazioni – condivise da tutti – su ogni informazione comunicata dall’azienda che bandisce il concorso, dall’emanazione della delibera aziendale sino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; questi gruppi sono delle vere comunità open source che si alimentano delle informazioni postate da ogni singolo utente, servono molto per chiarare i mille dubbi che attanagliano ogni professionista, provano a chiarire dubbi di ogni natura (da come compilare la domanda, dai mezzi pubblici da prendere per arrivare nella sede concorsuale sino a dove alloggiare per contenere le spese per il pernotto della notte precendente alle prove concorsuali).

Questi gruppi virtuali nascono grazie al lavoro di altri professionisti infermieri che, senza interesse alcuno, provano a far arrivare le informazioni a tutti i candidati nella consapevolezza che spesso le cose sono complesse se il concorso viene svolto, ad esempio, a Bolzano e il candidato arriva da Canicattì.

Giunge notizia alla redazione di #noisiamopronti di inviti via mail di case editrici che credono che un semplice admin o amministratore di un gruppo (che si mette gratuitamente a servizio del collega concorsista) sia un procacciatore di affari e di denari da guadagnare su ogni partecipante spesso disorientato e in difficoltà anche per i costi da affrontare per sperare nel famoso “posto pubblico”

 

 

 

Non tutti coloro che gestiscono questi gruppi virtuali dei concorsi cedono a quelle lusinghe che darebbero la possibilità di intascare diverse migliaia di euro. Lusinghe che vengono con stupore reiterate quando questi nostri colleghi respingono l’offerta!

 

 

 

 

Come Redazione speriamo di aver mostrato al lettore ciò che spesso si nasconde dietro ogni singolo concorsista infermiere, e laddove utile non possiamo fare altro che dare un consiglio tanto semplice ma quanto efficiente e sempre valido:

“CREDETE IN VOI STESSI E IMPEGNATEVI NELLO STUDIO SENZA FARVI INDOTTRINARE E SPILLARE SOLDI DA CHICCHESSIA, AVETE SEGUITO UN PERCORSO ACCADEMICO E CONSEGUITO UN TITOLO ABILITANTE CHE FA DI VOI DEI PROFESSIONISTI PREPARATI, LE RISPOSTE SONO DENTRO DI VOI, BASTA CERCARLE.”

Redazione #noisiamopronti
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