Domenicale

Il Domenicale: “Di putti fiorentini ottuagenari e panni (sporchi) sciacquati in Arno…”

 

C’era una volta… cosi cominciavano le favole di quando piccini, la mamma si metteva accanto al lettino e tu, tra la realtà e l’oblio, immaginavi che i draghi e le streghe fossero reali.

“A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar” intonavano le intramontabili Fiabe sonore, un’epoca in cui non sapevamo ancora leggere.

Ci si raggomitolava sul divano nelle fredde sere invernali con un libro e venivamo rapiti dalle figure disegnate in un libro e l’orecchio era teso a cogliere ciò che la voce narrante ci raccontava. Tutto diventava improvvisamente reale dopo che il disco in vinile veniva inserito nel mangiadischi. Il ditino premeva un tasto magico ed improvvisamente si apriva un universo parallelo. Improvvisamente veniva evocata una strega che con un immenso potere attirava due poveri fratellini in una casetta di marzapane.

C’era una volta e i vecchi libri di favole colorati diventano di colpo dei blog.

C’era una volta … ed anche questa è una favola inventata che di colpo nella mente di chi legge può diventare reale.

Una storia per far credere che la strega cattiva esista davvero. Un capro espiatorio che possa giustificare l’incapacità e l’inconsistenza.

Una donna con un potere così grande e malvagio che può manovrare sindacati e persone dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno.

 

 

Una donna che può apparire e scomparire a che nelle vicinanze all’Arno e con lo schiocco delle dita far convincere la forza oscura a strutturare una lista per competere con l’angelico putto fiorentino al cui capezzale, per difendere le celestiali e trasparenti virtù accorrono immediatamente le vestali di Terranuova Bracciolini.

Una donna che da sola tutto può: con un tocco di bacchetta magica può mandare gli infermieri italiani a reclamare il posto che spetta loro all’interno del Servizio Sanitario.

Con il tocco del suo bastone può far separare le acque, può portare la pace nel mondo, può fare in modo che non esistano più la fame, le carestie, i terremoti, le innondazioni.

In realtà se ci si sveglia dal torpore mediatico causato dalle moderne “Sole sonore” leggendo bene tra le righe ci si accorge che in un articolo pieno di ma, se, forse, dicono che, si vocifera che … non è altro che il modo moderno di raccontare delle fiabe.

Al lettore, neanche tanto attento, voi potete indurre una sola riflessione:

è una sola (in senso romanesco) e voi sola siete e sola rimanete

Eva Grilli (is back)

 

Redazione #noisiamopronti
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