Domenicale

Il Domenicale: “Elezioni Ipasvi e competenze infermieri 118, tra promesse ed incoerenze elettorali”

Momento di elezioni nei diversi collegi Ipasvi su tutto il territorio nazionale, ed ovviamente (e come è giusto che sia) è anche tempo di campagna elettorale, dove le diverse parti cercano di attirare consensi illustrando chi più chi meno il proprio programma ed i propri obiettivi da raggiungere in caso di elezione. E come ogni campagna elettorale che si rispetti, anche questa dell’Ipasvi ha la sua buona dose di annunci e proclami, dove nomi noti e meno noti non si sono sprecati in slogan a volte anche altisonanti. Certo, spesso e volentieri (e si denota fin da subito) si capisce che tante saranno promesse da marinaio, ma in fondo pur sempre un escamotage per raccogliere qualche consenso in più.

Quel che è certo, è che ciascun capolista si prodiga con questa captatio benevolentiae, e poco importa se magari c’è il rischio (se non la certezza assoluta) di essere smentiti alla prova dei fatti… o meglio, magari poco importa ai candidati, ma tanto interessa a tutta la professione infermieristica.

Questo domenicale è riservato alle Elezioni Ipasvi di Bologna, città culla della nascita del #noisiamopronti, ed ovviamente non può non cadere l’occhio su quelle che sono le proposte ed i programmi per chi si siederà nel prossimo mandato nel consiglio direttivo dell’Ipasvi di Bologna: finora due sono le liste che si sono presentate in questa competizione elettorale:

1) la lista del presidente uscente Pietro Giurdanella (con la lista “Continuità e Innovazione per il Collegio Ipasvi di Bologna”)

2) la lista “Infermieri 2.0”, inizialmente presentata come lista della FIALS di Bologna, anche se successivamente con un restyling mediatico e comunicativo dal materiale elettorale è sparito il logo Fials; resta comunque sponsorizzata a gran voce sui social dal segretario provinciale Fials Bologna Alfredo Sepe (il quale, precisiamo per completezza di informazione, non è candidabile nella lista Ipasvi in quanto essere un Oss e non un Infermiere).

Ovviamente, dato il motivo principale della nascita del #noisiamopronti, non potevamo non interessarci al punto 13 del programma elettorale della lista Infermieri 2.0, dove letteralmente si cita: “Proposte e iniziative per favorire l’autonomia degli infermieri sulle ambulanze”

Ad una prima lettura come Associazione #noisiamopronti non può che farci piacere questo interesse verso il discorso del riconoscimento delle competenze specialistiche, in particolare sui protocolli 118, ma ad una disamina un po’ più accurata, ci chiediamo: ma la Fials Bologna, main sponsor ed ideatrice di questa lista, come la pensava a riguardo fino ad un attimo prima di diventare un competitor elettorale?

A novembre 2015, nel bel mezzo di tutta la questione sollevata dall’Ordine dei Medici di Bologna, la Fials anziché spingere in una direzione di riconoscimento del lavoro di tanti infermieri, ha ben pensato di manifestare il proprio pensiero con un comunicato congiunto (!!) proprio con l’Ordine dei Medici di Bologna (LEGGI)

oltretutto dando un’interpretazione totalmente errata rispetto a quello che pochi mesi dopo dirà la regione Emilia Romagna: “dall’analisi della documentazione la delegazione FIALS ha potuto constatare come per molti documenti sussistano effettivamente importanti criticità che destano preoccupazione sotto il profilo della tutela giuridica e medico legale dei professionisti coinvolti”. Come detto prima, a distanza di pochi mesi la Fials viene subito sbugiardata dalla Regione Emilia Romagna la quale, con la Delibera 582/2016, pubblica i Protocolli infermieristici di riferimento per tutta la Regione per l’Emergenza Territoriale 118.

Tra l’altro, in un continuo bailamme di opinioni, all’interno della stessa Fials non c’era una visione univoca ed una comunione di intenti a livello comunicativo, se è vero che a poche decine di chilometri, ossia a Parma, i colleghi locali della Fials “ringraziavano” Giancarlo Pizza (Presidente Ordine dei Medici Bologna, ndr.) per aver sollevato il polverone (LEGGI) ed aver ottenuto dei “protocolli che vanno nella direzione della tanto agognata autonomia professionale e delle competenze avanzate”

Purtroppo quella delle dichiarazioni congiunte con l’Ordine dei Medici di Bologna è un’abitudine dura a morire, se è vero che sempre in merito a questioni di emergenza 118 la Fials di Bologna con i sindacati medici Fimmg, Cimo, Snami a gennaio 2017 propone una ricetta di risoluzione delle problematiche dei pronto soccorso bolognesi (LEGGI)

dando all’infermiere un ruolo marginale soprattutto nella fase di triage (“La mancanza di un medico di sistema che con gli infermieri gestisca la fase di accettazione, di fast track, di anticipazione clinica e intercettazione dei pazienti a maggior rischio”) e soprattutto, chiedendosi: ”quale potrebbe mai essere il motivo per il quale si osteggiano tanto le proposte mediche?”. Domandona: ma la FIALS di Bologna ha a cuore le vicende infermieristiche o si preoccupa delle questioni mediche?

E purtroppo, la cosa si evince ancor di più nell’ennesimo comunicato congiunto Fimmg, Cimo, Snami e Fials di marzo 2017, dove commentando la morte di un passeggero di 68 anni deceduto per arresto cardiaco all’aeroporto di Bologna (LEGGI), si enfatizza la mancanza di personale medico nell’emergenza 118, come se gli infermieri accorsi subito a prestare le cure ed attivando immediatamente il defibrillatore (che però ha evidenziato un ritmo cardiaco non defibrillabile) fossero stati un ripiego di poco conto rispetto alla figura del signor medico che invece avrebbe dovuto essere presente fin dal primo momento.

Come Associazione #noisiamopronti ci auguriamo che la questione competenze specialistiche ed emergenza 118 sia affrontata quotidianamente in maniera più seria e non svenduta per meri fini elettorali di ricerca voti e consensi… ce lo chiede la professione infermieristica, ce lo chiede il paziente che ha sempre diritto ad avere la giusta (e riconosciuta) assistenza di qualità.

 

NOTA A MARGINE:

Giungono a questa redazione diverse segnalazioni in merito al servizio navetta organizzato dalla lista Infermieri 2.0… in effetti, andando a ricercare il numero telefonico da contattare, quest’ultimo è riconducibile alla segreteria provinciale Fials di Bologna… ed allora, una domanda sorge spontanea:

 

SI ORGANIZZA E SI PAGA LA NAVETTA

CON I SOLDI DELLE TESSERE SINDACALI??

Speriamo che qualcuno possa smentire o dare maggiori informazioni a riguardo.

Redazione #noisiamopronti
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