Infermiere Specialista

Il Modello delle competenze specialistiche IPASVI, 2 anni di attesa

Il Documento proposto dalla Federazione

Era il 4 luglio 2015, La Federazione Nazionale Collegi presenta in Consiglio Nazionale il nuovo modello di evoluzione delle competenze infermieristiche, che si richiama al Patto per la salute e alla bozza di accordo Stato-Regioni sulle competenze avanzate (link).

Sono trascorsi due anni dall’approvazione del Documento che ridisegna la Professione in coerenza tra l’altro da un recente rapporto dell’Ocse e richiamato dalla Federazione:

Il Rapporto Ocse ha, da una parte, confermato che il SSN italiano garantisce buone performance a fronte di una spesa contenuta, e, dall’altra, ha invitato il nostro Paese a rivedere i modelli erogativi e i luoghi dell’offerta sanitaria, stante l’oggettiva modificazione dei bisogni di salute e della domanda di servizi conseguenti all’aumento delle patologie cronico degenerative, all’invecchiamento della popolazione e alle molteplici forme di fragilità.

A ciò si aggiungono le riflessioni di numerosi studiosi del settore sanitario che hanno evidenziato quanto un’ulteriore riduzione del finanziamento del SSN inciderebbe direttamente sull’offerta sanitaria e produrrebbe una diminuzione della fruibilità dei servizi sanitari e socio sanitari da parte dei cittadini più deboli. Essi affermano anche che, per il mantenimento dei principi che definiscono il SSN e per la sostenibilità complessiva del Sistema, è necessario:

dare maggiore forza e spazio alle potenzialità dei professionisti sanitari, innovare i modelli organizzativi e i processi di lavoro, oltre che aumentare l’efficienza e l’appropriatezza del Sistema stesso.

Due anni di attesa per la Professione Infermieristica durante i quali nulla è cambiato. La discussione è fortemente incentrata su aspetti di tipo tecnici ed esecutivi in un quadro – in alcuni casi – di forti criticità nei rapporti con gli altri professionisti sanitari per la difesa dei propri “spazi” operativi.

Il nuovo modello di evoluzione delle competenze infermieristiche

Tratto dal sito www.ipasvi.it

La proposta è sintetizza dallo schema sotto riportato che si articola su due assi:

  • l’asse della clinica: che rappresenta la linea della “produzione” di servizi e del governo dei processi assistenziali. Sull’asse della clinica si posizionano, direttamente e a livelli incrementali diversi, le competenze/responsabilità agite dagli infermieri nei confronti dell’utenza;
  • l’asse della gestione: che rappresenta la linea del governo dei processi organizzativi e delle risorse. Sull’asse gestionale si posizionano, a livelli incrementali diversi, le competenze agite dagli infermieri in rapporto alla gestione delle risorse e a quelle scelte che, agendo sul contesto organizzativo, facilitano/garantiscono l’efficacia e l’appropriatezza dei servizi e risultati di qualità all’utenza.Su entrambi gli assi sono posizionati quattro livelli di competenza dell’infermiere acquisiti attraverso specifici percorsi formativi.
Il modello di evoluzione professionale proposto dalla FNC Ipasvi

 

I livelli formativi corrispondono:
  • a un approfondimento delle competenze sull’asse della clinica attraverso un processo incrementale, sostenuto da una formazione adeguata, di irrobustimento e di specializzazione delle conoscenze e delle capacità assistenziali agite dall’infermiere in un determinato settore o in un’area clinica, sia in relazione all’identificazione dei bisogni di assistenza infermieristica e all’erogazione e valutazione di prestazioni e risultati, sia in relazione governo dei processi assistenziali specifici;
  • a un’espansione delle competenze sull’asse della gestione attraverso un processo estensivo che parte dalle competenze “core disciplinari” dell’infermiere e muove verso conoscenze e capacità proprie del governo delle risorse e processi organizzativi.

Il livello “a” di entrambi gli assi, corrispondente all’infermiere generalista in possesso di laurea triennale o titolo equivalente, non necessita di modificazioni sostanziali. Il livello “a” rappresenta, in ogni caso, la matrice “core” della competenza da cui originano i successivi livelli di approfondimento o di espansione. I livelli di approfondimento delle competenze cliniche sono:

Infermiere con perfezionamento clinico (livello b)
Si riferisce a un infermiere che ha seguito un corso di perfezionamento universitario che lo ha messo in grado di perfezionare le sue competenze “core” applicate a un’area tecnico operativa molto specifica (esempio: gestione accessi venosi)

 Infermiere esperto clinico con master (livello c)

Si riferisce a un infermiere che si è formato con un master universitario di primo livello che lo ha messo in grado di approfondire le sue competenze declinandole in un settore particolare dell’assistenza infermieristica. È l’infermiere esperto di parti di processo assistenziale o di peculiari pratiche assistenziali settoriali (ad esempio: anestesia/analgesia, strumentazione e tecnica chirurgica, dialisi, endoscopia, wound care ecc.)

Infermiere specialista clinico con laurea magistrale (livello d)

Si riferisce a un infermiere che si è formato con laurea magistrale in Scienze Infermieristiche con orientamento in una delle aree previste dall’accordo Stato Regioni (area cure primarie – servizi territoriali/distrettuali; area intensiva e dell’emergenza/urgenza; area medica; area chirurgica; area neonatalogica/pediatrica; area salute mentale e dipendenze). È l’infermiere specialista clinico in grado di orientare, governare (impostare, supervisionare, monitorizzare, valutare) sia i processi assistenziali tipici di una certa area clinica e presenti in qualsiasi struttura (dalla più piccola alla più complessa, dalla più generalista alla più specializzata), sia le competenze professionali necessarie per realizzarli.

Quest’ultimo livello comporta la necessità di reimpostare i piani di studio delle Lauree Magistrali sui sei filoni formativi corrispondenti alle sei aree sopra menzionate

 

I livelli di espansione delle competenze gestionali

Infermiere con perfezionamento gestionale (livello b)
Si riferisce a un infermiere che ha seguito un corso di perfezionamento universitario che lo ha messo in grado di perfezionare le sue capacità in relazione a specifiche funzioni organizzative (esempio: bed management).

Infermiere coordinatore con master (livello c)
Si riferisce a un infermiere che si è formato con un master universitario di primo livello che lo ha messo in grado di acquisire conoscenze e capacità di governo dei processi organizzativi e di risorse in unità organizzative.

Infermiere dirigente con laurea magistrale (livello d)
Si riferisce a un infermiere che si è formato con laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche a indirizzo gestionale/formativo che lo ha messo in grado di assumere responsabilità di governo di processi organizzativi e di risorse presso strutture e servizi sanitari di vario livello (dipartimento, area, piattaforma, presidio, distretto) nonché presso corsi di laurea e settori formativi aziendali. Questo livello comporta la necessità di reimpostare i piani di studio delle Lauree Magistrali su un filone squisitamente gestionale e formativo e di rivedere l’esclusività prevista dalla legge 43/2006 del possesso del solo master universitario di primo livello per assumere la funzione di coordinamento.

 

Questo in sintesi il modello proposto e atteso da tanti professionisti in Italia, ormai da troppo tempo.

Dopo due decenni di studi, approfondimenti, esperienze specialistiche sia gestionali che cliniche, gli infermieri hanno dichiarato a gran voce di essere pronti.

Pronti per un’evoluzione professionale non più rinviabile. Pronti per lavorare in equipe. Pronti per cambiare il sistema. Pronti per rispondere ai bisogni del cittadino.

Quanto devono, dobbiamo aspettare ancora ?

Redazione #noisiamopronti
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