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Infermieri e competenze specialistiche: intervista a Pietro Giurdanella

Tratto dal sito https://medium.com (Autori: Alessio Ruffaldi e Andrea Riva)

Di seguito presentiamo l’intervista a Pietro Giurdanella, presidente IPASVI di Bologna e Coordinatore Infermieristico del reparto di Dialisi presso il Policlinico S.Orsola Malpighi di Bologna, nonchè ideatore della pagina faceboook e dell’hasthag virale #noisiamopronti.

“Da troppo tempo ci viene detto che bisogna valorizzare gli infermieri. Ecco, dopo due decenni nei quali l’infermiere ha trasformato se stesso in termini di crescita professionale, dobbiamo iniziare a dire che bisogna valorizzare l’assistenza infermieristica erogata al cittadino, sfruttando le enormi potenzialità in termini di conoscenze e di competenze che oggi l’infermiere possiede”.

Così ha esordito Pietro Giurdanella durante la nostra visita al collegio IPASVI di Bologna, e crediamo che queste parole siano il messaggio che vogliamo divulgare, oltre che far conoscere un Infermiere “ATTIVO” che crede nella crescita futura della nostra professione, si adempie per sostenerla e ne divulga i risultati al solo e unico scopo di soddisfare i bisogni della comunità condividendo il progresso infermieristico come affermato nel Codice Deontologico.

Per lei qual è il significato di #noisiamopronti?

#noisiamopronti nasce a novembre 2015, all’indomani della questione relativa ai protocolli infermieristici utilizzati nel Sistema dell’Emergenza Territoriale 118 di Bologna. Alcuni medici venivano dapprima “attenzionati” e poi sospesi dall’Ordine per aver avallato procedure avanzate infermieristiche. “Gli infermieri — recitavano le motivazioni — non hanno competenze per stare da soli in ambulanza”.
Con un movimento partito dal basso, centinaia di infermieri da tutta Italia, iniziano a manifestare il loro “essere pronti” al riconoscimento normativo ed economico delle proprie competenze specialistiche espresse in tanti campi dell’assistenza, dall’emergenza territoriale, alla Dialisi, dall’assistenza domiciliare ai Picc Team.
(Approfondimento link)

Oggi la pagina Facebook #noisiamopronti — che conta oltre 30mila iscritti — rappresenta una risorsa per tutti i colleghi che desiderano esprimersi e condividere i tanti aspetti dell’assistenza infermieristica. Sono tanti anche i colleghi delle altre professioni sanitarie, fisioterapisti, ostetriche, tsrm, ecc., che condividono l’idea di uno sviluppo integrato.

La pagina rappresenta anche un “recinto” dove è possibile vedere le diverse ”anime” dell’infermieristica, dall’infermiere neo laureato all’infermiere da poco in pensione, senza dimenticare i tanti infermieri in questo momento all’estero. Tanti i professionisti testimoni di altrettante realtà operative di tutto il territorio nazionale che si confrontano (non mancano gli scontri) sulle tante criticità quotidiane e sulle potenzialità espresse e inespresse della professione.

Dal movimento social sono nate le giornate del #noisiamoprontiDay. Perchè?

Perchè c’era la necessita di darsi un appuntamento ed incontrarsi tutti insieme, vista la natura “social” del movimento, per parlare di competenze specialistiche e dell’evoluzione della professione.

Il #noisiamopronti day a Bologna, il 7 novembre 2015

Il primo si è tenuto a Bologna il 22 Novembre 2015, organizzato dal Collegio IPASVI di Bologna (link), eravamo in duecento. Poi è stata la volta di Frosinone, grazie all’energia dei colleghi del Collegio IPASVI di Frosinone e del Corso di Laurea di Tor Vergata sede di Sora e Ceccano, sono state oltre 500 persone presenti (link).

#noisiamopronti day 2 a Frosinone

Infine c’è il #noisiamoprontiDay3 del 23 giugno scorso. A Napoli, grazie alla straordinaria partecipazione del Collegio IPASVI di Napoli, all’interno della Mostra d’Oltremare abbiamo contato oltre mille persone, tra studenti infermieri, infermieri, coordinatori e dirigenti infermieristici. Una giornata emozionante!

#noisiamopronti nato come movimento spontaneo, potrebbe diventare un associazione con delle regole? Lei sarebbe pronto a guidare questa associazione?

#Noisiamoprontiday 3 Napoli, 23 Giugno 2017

Abbiamo riflettuto a lungo su come incanalare e strutturare l’energia prodotta da un movimento di questa portata. Abbiamo quindi deciso, insieme a tanti colleghi che hanno sostenuto il movimento fin dal primo giorno, di creare un’aggregazione formale lanciando la settimana scorsa la nascita dell’Associazione Nazionale #noisiamopronti con l’obiettivo di sostenere il riconoscimento delle competenze specialistiche infermieristiche. L’associazione sarà aperta a tutte le professioni sanitarie.
In questo modo, le tante persone che credono nella forza del movimento, possono mettersi in gioco realmente, chi veramente vorrà parteciparvi potrà aderire e fare la sua parte.
Rispondendo alla sua domanda, io non avrò un ruolo formale nell’Associazione: è stata fatta la scelta di sostenere un gruppo di giovani infermieri che avranno il compito di portare avanti le istanze del movimento. Ad Antonio Torella, infermiere di sala operatoria, con esperienza specialistica maturata in Inghilterra è stata affidata la presidenza dell’Associazione. Comunque nei prossimi giorni saranno disponibili tutti i dettagli.

A che punto è la vicenda del Sistema di Emergenza Urgenza del 118 di Bologna, dopo la della sospensione dei medici, e qual’è stato e qual’è l’impatto sui colleghi dell’emergenza? I protocolli elaborati sono stati approvati?

La vicenda, che ha provocato un forte dibattito nella comunità professionale bolognese, è ancora in divenire. Nell’arco di diversi mesi sono stati sospesi fino a 9 medici dall’Ordine, tutti con la medesima motivazione di “istigazione all’esercizio abusivo della professione medica”. L’ultimo, in ordine di tempo è stato il dr. Fioritti, Direttore Sanitario dell’Ausl di Bologna: ciò ha comportato le dimissioni dello stesso per la mancanza di serenità necessaria per l’espletamento dell’incarico. I medici sospesi, sono in attesa delle risultanze del ricorso presentato presso la Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie che ha il compito di valutare la sanzione comminata.

L’impatto della vicenda è stato ovviamente molto forte anche sui cittadini, allarmati e preoccupati per le notizie apparse sui giornali. Notizie che mettono in cattiva luce un servizio essenziale per la comunità che al contrario ha garantito da sempre elevati standard di efficienza e di qualità.

Per ciò che riguarda i Protocolli, nel mese di maggio 2016, la Regione Emilia Romagna ha approvato le nuove linee guida ed i nuovi protocolli infermieristici uniformando tutto il Sistema dell’emergenza territoriale regionale riconoscendo all’infermiere competenze avanzate. (Per approfondimento https://www.ipasvibo.it/2016/118-emilia-romagna-pubblicati-i-protocolli.htmlNdA). Rimangono tuttavia ancora forti resistenze per l’applicazione dei nuovi protocolli nei vari contesti provinciali.

Secondo lei, qual’è la percezione della professione infermieristica nella popolazione?

Secondo me è buona, forse migliore della nostra stessa percezione. Il cittadino a mio parere è consapevole del ruolo di garanzia dell’infermiere e del suo reale contributo nel processo di cura e di assistenza. Ed è consapevole sia quando l’infermiere agisce tale ruolo, sia quando viene meno.
Detto questo, nell’epoca della grande comunicazione social e “di massa” la confusione è tanta. Singoli casi eclatanti hanno una forte visibilità mediatica ed impattano senza dubbio sull’opinione delle persone.
Al contempo bisogna tenere conto anche del fatto che noi stessi — come comunità professionale — comunichiamo direttamente ed indirettamente con i cittadini, sostenendo o indebolendo tale percezione.
E lo facciamo sia sui social (con i blog, con le pagine facebook o con i giornali infermieristici on line che leggono anche i cittadini) sia in corsia. Ho l’impressione che, in alcuni casi, manchi la consapevolezza dell’impatto del nostro modo di comunicare con il cittadino.
Ricordo, a titolo esemplificativo, che nei primi mesi della nascita del movimento #noisiamopronti, nella pagina facebook del Collegio IPASVI di Bologna hanno visualizzato i contenuti oltre tre milioni di visitatori.

Cosa consiglierebbe ad un infermiere neolaureato e ad un infermiere che vuole specializzarsi?

Il panorama nel quale si affaccia oggi un infermiere neolaureato è difficile. Si trova a svolgere concorsi con migliaia di partecipanti, in condizioni estremamente critiche. Dopo anni di blocco delle assunzioni nelle aziende ospedaliere, sono oggi tanti i colleghi che non hanno avuto la possibilità di inserirsi nel mondo lavorativo.
In questo quadro, un infermiere neolaureato potrebbe cogliere le opportunità offerte dalla libera professione infermieristica, anche associandosi con altri colleghi per implementare la rete dei servizi e delle prestazioni a livello territoriale e domiciliare.
Per quanto riguarda il tema delle specializzazioni, auspico che il sistema si evolva riconoscendo su più livelli la specializzazione infermieristica.
La Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI, già da due anni ha implementato un progetto di evoluzione delle competenze specialistiche, nel quale l’infermiere può assumere competenze gestionali (coordinatore infermieristico o dirigente infermieristico) oppure cliniche, individuando la figura dell’infermiere esperto con master clinico e l’infermiere specialista, con laurea specialistica clinica.
Questa proposta può trovare reale applicazione a condizione che l’Università aumenti l’offerta formativa infermieristica post laurea sviluppando master specifici di tipo clinico e lauree specialistiche ad indirizzo clinico. Un’altra condizione è quella contrattuale: i nuovi contratti di lavoro debbono prevedere il riconoscimento delle competenze specialistiche infermieristiche sia dal punto di vista normativo che contrattuale (argomento discusso qualche giorno fa anche al #noisiamoprontiday 3 a Napoli. NdA)

In un sistema SSN/SSR come quello attuale, quali pensa siano i cambiamenti che potrebbero portare ad un riconoscimento delle competenze specialistiche degli infermieri?

Dobbiamo ribaltare il concetto. Il sistema sociale e demografico italiano è in continua e profonda trasformazione. Aumentano le persone con più di 65 anni e le famiglie unipersonali. I dati contenuti nel Piano Nazionale delle cronicità sono impietosi: nei prossimi venti anni raddoppierà il numero dei grandi anziani, sarà durissimo il peso da sostenere per assistere e curare persone con patologie croniche.
In questo quadro, la discussione deve convergere sulla riprogrammazione della rete dei servizi socio sanitari a livello territoriale e domiciliare considerando l’enorme apporto che l’infermiere può dare nella presa in carico dei bisogni dei cittadini e delle famiglie.
Faccio sempre un esempio in questi casi per far capire il senso del problema: all’interno del reparto di dialisi che coordino, c’è una persona in trattamento dialitico che ha problemi di tipo psichiatrico. Questa persona vive in casa con due genitori allettati e con demenza senile. E di queste situazioni ve ne saranno nel tempo sempre di più e potranno essere gestite solo con una rete territoriale e domiciliare di cure integrate.

Qual’è il suo parere sul tanto dibattuto comma 566 della Legge 190/2014 del 23/12/2014 cosiddetta Legge di Stabilità?

Il Comma 566 è una legge d ello stato che sancisce la ridefinizione del ruolo e delle funzioni delle professioni sanitarie, fermo restando le competenze esclusive di diagnosi, cura e terapia dei medici.
Questo comma potrebbe rappresentare la porta di ingresso per il riconoscimento delle funzioni specialistiche degli infermieri. Ma in questi due anni non è stato fatto alcun passo per la realizzazione dei Decreti attuativi utili per implementare quanto contenuto nella legge.
Auspichiamo un forte coinvolgimento degli infermieri e delle altre Professioni sanitarie al fine di trovare sinergie e convergenze necessarie per ottenere il riconoscimento di un’evoluzione professionale non più rinviabile.

Ringraziamo Pietro Giurdanella per la gentilezza e l’accoglienza.

Fonte: https://medium.com/@benurseornot/infermieri-e-competenze-specialistiche-intervista-a-pietro-giurdanella-95b7f62c1061

Redazione #noisiamopronti
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