Approfondimenti

Infermieri e social network: informazione o speculazione?

 

I social media, pur avendo un significativo potenziale di comunicazione e trasferimento di conoscenze, portano con sé rischi legali, etici, personali e professionali: tanti infermieri sono presentii sui social ed alcuni li utilizzano anche in maniera pedissequa, spesso mancando di onestà intellettuale, con il malcelato obiettivo di indirizzare le politiche professionali.

Tale problema, nella sua negatività, è evidenziato da diversi autori attraverso studi e pubblicazioni che illustrano i problemi più rilevanti, tra cui la divulgazione delle informazioni private, mancanza di contegno e identità professionalità (Kouri et. al., 2017; Pillow et. al., 2014; Asiri et. al., 2016; Moorhead et al., 2013).

Recentemente Green (2017), riporta un numero crescente di infermieri che è stato censurato o che hanno riportato sanzioni disciplinari da parte degli Ordini Professionali per comportamenti non professionali e indecorosi o ingiuriosi nell’utilizzo e sui siti dei social media. Lo studio, riporta Ie tipologie di comportamenti maggiormente messi in atto dagli infermieri che includono contenuti inappropriati di post e messaggi, oltrepassando i confini etici professionali, violazione della privacy e pubblicazione di foto e video inappropriati.

Lo studio condotto da Levati (2014), ha indagato la natura e la portata dell’uso di Facebook da parte di Infermieri Italiani e RN nel Regno Unito, concentrandosi sulla divulgazione di informazioni personali e relative al lavoro. Gli Infermieri italiani e britannici hanno mostrato un uso simile della piattaforma online, tuttavia, il gruppo italiano, ma non il gruppo britannico, ha espresso critiche sulle attività lavorative, che hanno riguardato episodi di malcostume e riforme sanitarie nazionali.

Altro evidente problema, è rappresentato dall’utilizzo dei social per la divulgazione di informazioni sulla salute, che in più di qualche caso, non ha riscontri certi di affidabilità e veridicità su quanto riportato. Rappresentando ciò, oltre che un problema sostanziale, anche il non rispetto dei principi etici fondamentali di un infermiere.

Nello specifico, nel corso di due decenni la Health On the Net Foundation (HON) ha una missione fondamentale, che è quella di promuovere un’informazione sanitaria trasparente e affidabile online. HON ha sviluppato sia gli standard etici che i codici HON, al fine di migliorare le informazioni e gli strumenti qualificati per la salute e per soddisfare le esigenze degli utenti di Internet. Attraverso le linee guida inoltre ha lo scopo di garantire all’utente che taluni siti abbiano un certo livello di affidabilità e di imparzialità delle informazioni pubblicate.

La HON prevede il rispetto di 8 Principi Etici a garanzia dell’affidabilità dei siti, fra questi si riportano a titolo esemplificativo alcuni ritenuti maggiormente attinenti, che ad ogni modo sono consultabili in maniera completa ed in lingua Italiana all’URL http://www.hon.ch/HONcode/Webmasters/Italian/

Meditiamo, quando leggiamo i vari post divulgati sui social media o sui vari siti di informazione se “Ogni informazione medica fornita ed ospitata dal sito sarà scritta unicamente da esperti dell’area medica e da professionisti qualificati, a meno che un’esplicita dichiarazione non precisi che qualche informazione provenga da persone o organizzazioni non mediche” (Principio n° 1 HONCODE).

O ancora, quando ci vengono propinate a iosa informazioni su protocolli procedure ed attività infermieristiche se “La provenienza delle informazioni diffuse devono essere accompagnate da referenze esplicite e, se possibile, da links verso questi dati. La data dell’ultimo aggiornamento deve apparire chiaramente sulla pagina (ad esempio in basso ad ogni pagina)” (Principio n° 4 HONCODE).

O peggio, quando siti ed organizzazioni ci propinano, anche attraverso i social, corsi seminari e chi più ne ha più ne metta, vantando anche autorevolissime afferenze, indicano chiaramente “……le identità delle organizzazioni commerciali e non-commerciali che contribuiscono al finanziamento, ai servizi o al materiale del sito” (Principio n° 7 HONCODE).

Quando, per esempio, sono pubblicizzate proposte commerciali a margine “Se la pubblicità è una fonte di sovvenzione del sito deve essere chiaramente indicato. I responsabili del sito forniranno una breve descrizione dell’accordo pubblicitario adottato. Ogni apporto promozionale ed eventuale materiale pubblicitario sarà presentato all’utente in modo chiaro da differenziarlo dal materiale originale prodotto dall’istituzione che gestisce il sito” (Principio n° 8 HONCODE).

Considerato il contesto di cui sopra, le azioni di politica Istituzionale e professionale per affrontare simili rischi e preoccupazioni, dovrebbero prevedere la formazione degli operatori sanitari su come navigare on line utilizzando le tecnologie dei social media, per acquisire le competenze necessarie per appurare e verificare la veridicità delle informazioni reperite, oltre a pianificare un sistema di controllo circa la credibilità dei siti presenti nel “mainstream” e renderli così totalmente accessibili (Hughes et. al., 2009; Kouri et. al., 2017).

Nonostante i pericoli, i social media offrono enormi vantaggi per la comunicazione e la formazione e se vengono utilizzati in modo efficace e mirato inoltre, possono offrire a tutti noi una scelta più ampia di come ci prendiamo cura della nostra salute, come apprendiamo e costruiamo le nostre competenze professionali e produciamo evidenze scientifiche basate su prove, attraverso una diffusione qualificata delle informazioni (Green, 2017).

Il rischio di abuso delle norme etiche, di privacy o di sicurezza è enorme, in quanto il problema principale dell’utilizzo dei social media è l’aspetto pubblico del sistema come accennato in precedenza, forse per questo Napoleone Bonaparte ci ha lasciato una affermazione su cui riflettere:

“C’è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette”.

Autore: Loreana Macale – Dottore di ricerca in Scienze Infermieristiche. Consigliere Collegio IPASVI Frosinone.

 

Bibliografia


  • Asiri, H., & Househ, M. S. (2016, July). The Impact of Twitter and Facebook on Nursing Practice and Education: A Systematic Review of the Literature. In ICIMTH (pp. 267-270).
  • Green, J. (2017). Nurses’ online behaviour: lessons for the nursing profession. Contemporary nurse, 1-11.
  • Health on the Net Foundation (HON). Retrieved 25.7.2017. Available at https://www.hon.ch/.
  • Hughes B., Joshi I., Lemonde H., Wareham J. (2009). Junior physician’s use of Web 2.0 for information seeking and medical education: a qualitative study. Int J Med Inform. 78(10):645–55.
  • Kouri, P., Rissanen, M. L., Weber, P., & Park, H. A. (2017). Competences in Social Media Use in the Area of Health and Healthcare. Studies in health technology and informatics, 232, 183-193.
  • Levati, S. (2014). Professional conduct among registered nurses in the use of online social networking sites. Journal of advanced nursing, 70(10), 2284-2292.
  • Moorhead, S. A., Hazlett, D. E., Harrison, L., Carroll, J. K., Irwin, A., & Hoving, C. (2013). A new dimension of health care: systematic review of the uses, benefits, and limitations of social media for health communication. Journal of medical Internet research, 15(4).
  • Pillow, M. T., Hopson, L., Bond, M., Cabrera, D., Patterson, L., Pearson, D., … & Kegg, J. A. (2014). Social media guidelines and best practices: recommendations from the Council of Residency Directors Social Media Task Force. Western Journal of Emergency Medicine, 15(1), 26.
Redazione #noisiamopronti
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