Approfondimenti

L’ermeneutica filosofica nella pratica del Nursing

Di Marco Licci

L’ermeneutica è in filosofia la metodologia dell’interpretazione.

La Téchne ermeneutické nell’antica Grecia serviva ad interpretare la volontà degli déi, attraverso la comprensione del significato di determinati segni.

Nella sua evoluzione storica il concetto filosofico di “ermeneutica” è passato attraverso lo Storicismo di Dilthey, il pensiero di Niethsche, la fenomenologia di Husserl, l’esistenzialismo di Heidegger, sino ad acquisire con Gadamer la propria attuale e più completa definizione.

Ermeneutica è interpretazione di un testo a cui l’interprete si approccia con pre-comprensioni e pregiudizi dati dalla tradizione storica a cui appartiene.

L’interprete deve dunque essere necessariamente consapevole dei propri pre-giudizi. E’ dalla dialettica con il testo stesso che l’interprete riesce poi a criticare i propri pre-concetti, sospendendo quelli falsi e avvalendosi di quelli veri. In tal modo s’instaura il cosiddetto circolo ermeneutico in cui, sapere precedente (pre-comprensione) e il sapere emergente dall’interpretazione, attraverso il dialogo incessante, giungono alla vera comprensione.

Hans-Georg Gadamer

E’ lo stesso Gadamer che individua il parallelismo tra medicina e filosofia e potremmo estendere tale parallelismo anche al NURSING.

In questo caso IL TESTO DA INTERPRETARE DIVIENE LO STESSO ASSISTITO: esami di laboratorio, esami diagnostici, anamnesi, diagnosi, gestione del regime terapeutico, relazione terapeutica, andamento clinico, PIANO DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA, sono tutti dati del paziente che giungono all’operatore che necessariamente deve interpretarli. Inoltre spesso l’infermiere deve, VISTA LA SUA PRIVILEGIATA VICINANZA CON IL PAZIENTE, tradurre all’assistito tutto il suo percorso di cura, i termini utilizzati e i concetti esposti dall’equipe sanitaria; andando cisì a rappresentare la dimensione materna del nursing e della medicina.

L’ermeneutica di Gadamer viene posta in contrapposizione con la scienza; quest’ultima viene identificata con il sapere generale, risultato della ricerca, mentre l’ermeneutica si configura come l’applicazione concreta di tale sapere al singolo caso.

L’INFERMIERE CONIUGA DUE DISTINTI APPROCCI PROFESSIONALI:
IL NURSING SCIENTIFICO DA UN LATO E L’ARTE DEL NURSING DALL’ALTRO.

L’arte del nursing ha come obiettivo l’uomo inteso nella sua storicità, come ente unico e irripetibile che si pone dinnanzi al professionista della salute con la sua intera ESPERIENZA DI VITA, LE SUE PAURE, LA SUA SOFFERENZA, LE SUE ASPETTATIVE, LA SUA CULTURA, IL SUO “DA-SEIN”.

Con il termine Da-Sein, Heidegger indica l’esperienza vissuta di un individuo, il suo essere storico.

Gadamer delinea ermeneuticamente la necessità di riscoprire la PARTE ARTISTICA DEL NURSING.

Potremmo pertanto concentrarci meglio sulla singolarità del paziente in modo da “prenderci cura” di esso: un “to care” di cui l’infermiere è indubbiamente una figura di rilievo e dove nel lavoro di equipe emerge meglio la propria autonomia professionale.

La scienza della natura ha come obiettivo quello di spiegare il legame meccanicistico tra la patologia e le sue cause; la scienza dello spirito ha invece quello di “comprendere, interpretare, cogliere il paziente così com’è, nella sua interezza di essere umano, pervenendo il tal modo a costruire la vera “COMPRENSIONE DELL’ESSERE”.

I due modi di intendere il nursing e la medicina, ovvero quello scientifico e quello dell’arte, non devono, pertanto, dare vita ad un dualismo, ma devono invece essere integrati andando così a costituire l’ “intero” della medicina e del Nursing.

Come sostiene Manara si può pertanto affermare che “l’assistenza infermieristica è, al contempo e inscindibilmente, scienza e arte, tecnica ed etica coltivate per poter meglio comprendere e soddisfare i bisogni del paziente, in modo misurabile, efficace ed efficiente, ma anche adeguato e rispettoso della sua persona”.

Al giorno d’oggi, in una realtà in cui il progresso scientifico-tecnologico domina fortemente anche l’area sanitaria, è di fondamentale importanza tenere presente che la persona assistita non può e non deve essere considerata come una mera associazione di “leggi della natura” e numeri, ma deve, SOPRATTUTTO PER L’INFERMIERE, essere intesa nella sua storicità, nella sua dimensione bio-psico-sociale.

SOLAMENTE L’INFERMIERE CHE GUARDA AL SOGGETTO ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ERMENEUTICO PUO’ TENTARE DI PRENDERSI CURA CON SUCCESSO DEI BISOGNI DELL’ASSISTITO, ANDANDO A RAPPRESENTARE L’INTEREZZA E L’UNICITA’ DEL NURSING.

 

 

Redazione #noisiamopronti
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