Dal territorio

Orari di lavoro e sanzioni. A Belluno un caso a valenza nazionale?

Da Belluno arriva il primo caso in Italia sugli effetti sanzionatori della nuova Legge 161/2014 (Direttiva Europea sull’orario di lavoro). Un caso che ha già fatto discutere e sul quale è intervenuto stamattina il Presidente del Collegio IPASVI di Belluno Luigi Pais dei Mori.

 


Focus

Dal 25 novembre 2015 è in vigore la legge 161/2014  che all’articolo articolo 14 abroga due deroghe alla direttiva comunitaria in tema di orari e riposi (comma 13 dell’articolo 41 della legge 133/2008 e comma 6-bis dell’articolo 17 del decreto legislativo 66/2003).

In virtù di queste deroghe, il personale del Servizio Sanitario Nazionale poteva derogare la durata massima di 48 ore dell’orario settimanale di lavoro (l’articolo 41 citato che riguarda solo la dirigenza sanitaria) e il riposo giornaliero di 11 ore ogni 24 lavorate (l’articolo 17, che invece si riferisce a tutto il ruolo sanitario compreso il comparto).

Ora non sono più possibile deroghe a orario massimo e riposo giornaliero

 


 

Ma cosa è successo?

La notizia è  stata resa nota dal Corriere delle Alpi, nell’edizione del 14 luglio scorso:

Il Coordinatore Infermieristico dell’Unità Operativa chirurgica del San Martino rischia di pagare una multa di quasi tremila euro per aver fatto quello che si fa in ogni reparto, quando da un momento all’altro manca l’infermiere di turno e si deve far quadrare il cerchio per garantire l’assistenza ai degenti: l’aver organizzato più turni consecutivi, senza rispettare l’obbligo di riposare per un determinato numero di ore.

Gli ispettori dell’ufficio del lavoro hanno fatto irruzione in reparto senza passare per il responsabile del personale, primo referente quanto a timbrature e minutaggio dei dipendenti, e hanno intervistato, nel pieno dell’attività, chi era presente quel giorno. Nel verbale fatto pervenire in maggio alla dirigenza dell’Usl Dolomiti si contestano dodici “infrazioni” dovute alla carenza contingente di infermieri.

Tanti i riflessi immediati sulla questione. Il tam tam sui social è inevitabile. “Ancora una volta, invece di sopperire alla carenza di personale, si preferisce multare gli stessi dipendenti” commenta un infermiere in rete.

Non si è fatta attendere la risposta di Luigi Pais dei Mori, Presidente del Collegio IPASVI di Belluno, che replica sulle pagine dello stesso quotidiano.

Mette al centro l’organizzazione e le sue disfunzioni, il Presidente Ipasvi di Belluno: “L’unica possibilità per ottemperare alla normativa vigente è quella di assumere personale infermieristico“.

Solo in Veneto mancano all’appello 1200 infermieri per garantire la copertura dei turni” – aggiunge Luigi Pais dei Mori. “L’unico errore che si può imputare al Coordinatore Infermieristico è di aver agito con tempestività e buon senso“, mettendo al centro le responsabilità dell’Azienda.

Ottimo l’intervento del Presidente Luigi Pais. I coordinatori infermieristici non possono essere posti al centro di una questione di non facile soluzione: da una parte la carenza cronica di risorse e dall’altra l’esigenza – non prorogabile – di garantire la continuità assistenziale ai pazienti.

Aspettiamo gli sviluppi.

 

Redazione #noisiamopronti
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