#noisiamopronti

Per un pugno di click. Quale “informazione” e quanta smania di scrivere!

L’Afa, compagna di queste notti estive, mi ha portato a soffermarmi più del solito sulla rete social e sul tam tam mediatico che coinvolge la nostra professione. Tra rete e testate on line di settore, non è sufficiente un normale livello di anticorpi per analizzare, con la dovuta serenità, tutto quanto viene abbondantemente propinato.

La prima considerazione da fare è legata certamente alle pseudo-testate di informazione professionale, allo pseudo-giornalismo e ai tanti improvvisati pseudo-giornalisti per i quali l’utilizzo del prefissoide “pseudo” – derivante dal tema di psèudomai (mentire)- è da intendersi come indicatore che la qualità espressa dal termine a cui è preposto, è soltanto fittizia.

Fino a quando si pseudo disquisisce sulle politiche professionali, forse con l’intento malcelato di inseguire il proprio treno dei desideri, veramente poco importa. Infatti, puntuale come la morte, si manifesta la solita e scontata liturgia faziosa, unita al tentativo di limitare o impedire ad altri di esprimere liberamente la propria opinione, con la volontà evidente di colpire il malcapitato non allineato, inquadrandolo nel mirino del proprio gruppo di fuoco.

Quella non è informazione, ma pseudo informazione. Quella pseudo informazione rappresenta unicamente atteggiamenti che per la loro intensità ed i loro contenuti protendono alla violenza privata, mascherata, appunto, da pseudo giornalismo

Il lettore attento individua presto chi assume la veste dello pseudo giornalista, così come rileva la voragine tra il verbo “informare” e il verbo “propinare” del webwriter di turno, che dimentica, o non sa, che la bugia va avanti ma la verità le corre dietro.

La penna virtuale troppo spesso è intrisa nella saliva e non nell’inchiostro del calamaio: chi si proclama giornalista o anche chi ha la “presunzione” di informare la comunità professionale, dovrebbe avere la chiave di lettura dell’autentico cane da tartufo, e non quella del cane da compagnia scodinzolante e tenuto al guinzaglio all’interno del solito cerchio magico.

Ed ecco che lo pseudo giornalista fa proprio il pensiero-stampa emanato da chi ha bisogno di farsi propaganda e si inchina prono al bacio della pantofola del porporato di turno o, di contro, azzanna come una iena chi è esterno al pensiero unico dominante o che lui presume tale

E’ il gioco delle informazioni ricevute più o meno sottobanco da altri per infarinare le situazioni, gettare fumo negli occhi, alzare la polvere che con tranquillità di poserà sul nulla di posizioni mai assunte.

Quando tutto tace, e non ci sono giugulari da azzannare, ecco che lo pseudo giornalista si trasforma in divulgatore scientifico superesperto, con competenze che spaziano dall’ infermieristica narrativa alle best practice, fino a raggiungere la massima expertice nella formazione universitaria.

Qui assistiamo alla vera tragedia che colpisce colleghi e anche tanti cittadini ignari che si immergono nella lettura di pseudo-protocolli, psedo-procedure, pseudo consigli per la salute, ricette di nonna papera e chi più ne ha più ne metta.

Oggi i tanti infermieri capaci di valutare la letteratura scientifica inorridiscono per titoli roboanti in cui si raccontano pseudo revisioni scientifiche che però, mancano di una bibliografia di riferimento o che, nei casi migliori, riportano una pseudo bibliografia datata e non verificabile, inducendo i lettori a pensare che la scienza infermieristica si espliciti sul versante comunicativo alla stregua del “cucchiaio d’argento” che, invece, per il suo settore ha un rigore metodologico ed espositivo certamente maggiore.

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. (Umberto Eco)

Tutto ciò ci deve indurre a riflettere. Cui prodest lo pseudo?

Gennaro Scialò – Dottore di Ricerca in Scienze infermieristiche

Redazione #noisiamopronti
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