Infermiere Specialista

Sedicenne colpito da meningite, salvato (anche) dalle competenze specialistiche

Rimini, febbraio 2017. Filippo è un ragazzo di 16 anni, che come tanti altri suoi coetanei vive all’insegna della spensieratezza, ignaro di quello che da lì a poco avrebbe cambiato la sua vita: meningite, ceppo Y, con effetti della malattia sul suo corpo devastanti, rapidi e violenti. Ricoverato subito in Rianimazione presso l’Ospedale di Rimini, Filippo viene prontamente messo sotto terapia antibiotica, e nell’arco di dieci giorni la malattia è quasi debellata, ma purtroppo non gli effetti sul suo corpo, con il 95% della superficie corporea in necrosi… ed è proprio questa necrosi a portare Filippo all’attenzione dei sanitari dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, precisamente delle due equipe medico-infermieristiche del 1° Servizio di Anestesia e Rianimazione e del Centro Grandi Ustionati.

Se oggi, a distanza di più di 200 giorni di degenza, Filippo può finalmente fare ritorno a casa, è grazie al lavoro multi-dimensionale e multi-professionale di medici, infermieri e fisioterapisti, che pur abbracciando branche totalmente diverse tra loro, hanno saputo trovare un trait d’union fondamentale per il risultato raggiunto: quando si parla di successi della medicina, non bisogna mai dimenticare che dietro ciascuno di questi c’è il duro lavoro di professionisti sanitari i quali, ciascuno con le proprie peculiarità, quotidianamente assistono il paziente critico in Rianimazione, piuttosto che in Centro Grandi Ustionati… e nel caso di Filippo, non c’è dubbio che bisogna parlare di vero e proprio lavoro di squadra: gli infermieri del Centro Grandi Ustionati in consulenza in Rianimazione per medicare il paziente… gli infermieri della Rianimazione coinvolti a 360° non solo nel momento collaborativo della medicazione ma anche nella gestione h24 di un paziente critico nel mantenimento delle funzioni vitali ma anche nella gestione delle ferite… i fisioterapisti, che intervengono, trattano il paziente, ma soprattutto danno indicazione agli infermieri per le corrette posture e manovre da attuare nell’arco della giornata.

Ed allora oggi, con Filippo che ha finalmente ritrovato il suo sorriso per un rientro a casa, non si possono più oscurare le competenze specialistiche: è un momento fondamentale per l’assistenza sanitaria e per le professioni sanitarie, che apre la porta a quel lavoro d’equipe, per ribadire ancor di più che gli infermieri cercano di dare sempre un’assistenza di massima qualità, ma al tempo stesso continuano a chiedere a gran voce il riconoscimento del proprio ruolo nell’organizzazione.

Non ci sono più scuse: gli infermieri sono in possesso di contenuti disciplinari che quotidianamente mettono in pratica per raggiungere successi come quelli di oggi, e proprio per questo decadono tutti gli alibi politici e sindacali che evitano l’innovazione della professione.

#noisiamopronti, e lo dimostriamo quotidianamente. Basta con gli indugi!

Redazione #noisiamopronti
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